“TESORO” DI MARCELLO CHIARENZA E ALESSANDRO SERENA

Torna a Venezia per Capodanno il circo-teatro con “tesoro”, il nuovo spettacolo di Arcipelago Circo Teatro in scena al Goldoni dal 28 dicembre al 1 gennaio

A colloquio con Marcello Chiarenza, uno degli autori di “Tesoro”, che fa il punto su questo singolare connubio fra prosa e arti circensi, che portera’, fra l’altro, nel teatro veneziano una troupe di acrobati della Scuola Nazionale di Circo di Cuba.

Dopo la fortunata esperienza di “Creature”, Arcipelago circo teatro è salpato verso una nuova avventura che vede il gruppo approdare dal 28 dicembre al 1 gennaio al Teatro di Goldoni con un nuovo allestimento “Tesoro”. Dalla città lagunare il viaggio era iniziato nel 2001 con “Ombra di luna” che ha segnato l’invenzione di un genere, il circo-teatro che ha consentito a Arcipelago Circo Teatro e Pantakin da Venezia, affiancati in questa avventura, di portare quello e i successivi allestimenti nelle piazze e sotto i tendoni di diverse città italiane ed europee.

“L’esperienza ha preso le mosse dall’incontro fra le diverse competenze mie e di Alessandro Serena, cui si è unito il maestro Carlo Cialdo Cappelli per le musiche – spiega Marcello Chiarenza, apprezzatissimo regista di spettacoli per ragazzi e di piazza, nonché come scultore e scenografo ideatore degli originali oggetti di scena che si vedono in questi spettacoli – Pur mantenendo ciascuno i rispettivi impegni professionali, ci teniamo in contatto per realizzare queste produzioni di circo teatro, che richiedono parecchio tempo in quanto particolarmente impegnative da condurre in porto. Ad esempio solo i rapporti che ha con gli artisti circensi di tutto il mondo Alessandro Serena hanno consentito il coinvolgimento di troupe acrobatiche straniere (prima i sudanesi per “Creature” ora i cubani) che rappresentano non solo una grande attrattiva per il pubblico ma anche l’unica soluzione praticabile per andare in scena. Infatti gli acrobati circensi europei, legati all’attività dei rispettivi circhi, non possono abbandonarne le tournee”.

Protagonista di “Tesoro”, lo spettacolo in arrivo a Venezia che affronta i temi del mare, dell’isola deserta, del sogno e della sopravvivenza, è, infatti, una troupe di sette acrobati della Scuola Nazionale di Circo di Cuba (sei uomini e una donna). Gli acrobati cubani, dotati di una ancestrale visceralità ma anche di una tecnica raffinata, eredità del legame con la Scuola di Circo di Mosca, mettono in gioco discipline quali la pertica, la stanga russa, l’altalena, la banchina, arrivando a compiere evoluzioni di altissima spettacolarità. ”Sottolineo che per degli acrobati le opportunità che offrono gli spettacoli di circo-teatro sono a dir poco uniche- prosegue Chiarenza – Non solo perchè sono impegnati con il loro repertorio di numeri acrobatici per più di un’ora nel corso dello spettacolo (n.d.r un’attrazione circense dura al massimo un quarto d’ora), costituendone il nucleo essenziale ma anche perché dal punto di vista professionale le prospettive di lavoro che possono avere in Europa sono ben diverse da quelle dei paesi di provenienza”. In scena, accanto a loro, Emanuele Pasqualini, il clown di “Creature” e attore di Pantakin divenuto un punto di riferimento irrinunciabile e la cantante e attrice Claudia Facchini, che arricchisce “Tesoro” con il bagaglio delle sue sonorità.
Le musiche composte dal maestro Cialdo Capell prendono spunto dai ritmi caraibici allontanandosi da facili stereotipi e trovano la loro originalità fondendosi con la melodia italiana.
Serena e Chiarenza hanno tratto la loro ispirazione da capolavori della letteratura nei quali il mare è protagonista: da L’isola del tesoro a Moby Dick, Peter Pan e sopratutto Robinson Crosue, lasciandosi catturare dalle immagini che questi scritti evocano ed elaborando un percorso che narra di incontri, di magia, di sogni e di solidarietà.

E il passaggio dalla piazza (o dal tendone) allo spazio chiuso del teatro può creare qualche difficoltà? “Ci sono note positive e negative – prosegue Chiarenza – Quel che viene inevitabilmente compresso è lo spazio per le evoluzioni acrobatiche, mentre la possibilità di impiegare le luci e il graticcio del palco consentono di arricchire e rendere più gradevole la messa in scena. Peraltro la mia esperienza mi dice che, mentre uno spettacolo nato per il teatro perde il suo specifico andando in scena all’aperto,non si può dire altrettanto per uno spettacolo che passa dall’aperto al chiuso. Spesso questo mutamento del contesto può favorirlo Quali prospettive per il circo-teatro in Italia? “La nostra esperienza prosegue nel solco della lezione di un teatro povero, attento a cause ed elementi primi della natura – conclude Chiarenza – Certo il circo-teatro, a differenza di prosa e circo. non è ammesso alle sovvenzioni statali, proprio per questo suo essere a cavallo fra due generi. Ciò tuttavia non ha impedito la prosecuzione e la crescita del genere: ci confortano in particolare i consensi del pubblico per allestimenti in grado veramente di parlare a spettatori di tutte le età e di tutti i paesi”.

Per Informazioni:
Pantakin da Venezia – Arcipelago Circo Teatro
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