sabato, Agosto 15, 2026
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“THE BOX” di Richard Kelly

Un MacGuffin per Teo

Il nuovo lavoro di Richard Kelly – regista di Donnie Darko, film che per alcuni è diventato di culto – è tratto da una short story (Button, button, 1970) di Richard Matheson (The box e altri racconti, Fanucci). Lo spunto di partenza (un misterioso individuo offre una scatola ai protagonisti proponendo loro un patto: se schiacceranno un pulsante riceveranno un’enorme somma di denaro, ma, da qualche parte del mondo, uno sconosciuto morirà) è però più vecchio. Era infatti già alla base di un romanzo del 1880, Il mandarino del portoghese José Maria de Eça de Queiroz (da cui Garinei e Giovannini presero spunto per la commedia musicale Un mandarino per Teo, divenuta poi film nel 1961 con Walter Chiari). Ma, ancora prima, si trovava in un dialogo tra Rastignac e Bianchon in Papà Goriot di Balzac (il libro di Ritter Henning Sventura lontana. Saggio sulla compassione, Adelphi, consentirà di approfondire ulteriormente la questione).

Al di là di questi antecedenti letterari e cinematografici, lo spunto di questo film richiama piuttosto la fantascienza “morale” di Ai confini della realtà (negli episodi di quel telefilm i protagonisti si trovavano spesso di fronte a dilemmi morali e proposte mefistofeliche) e infatti il racconto di Matheson era già diventato un episodio di quella serie. Allo spettatore rimane però un dubbio: a Kelly interessa veramente esplorare il dilemma morale che la scatola porta con sé oppure la scatola, per dirla con Hitchcock, è solo un MacGuffin, ossia un pretesto, un espediente utile a far partire certe possibilità narrative ma, in sé, di nessuna importanza?

Hitchcock, nell’intervista a Truffaut, spiega il MacGuffin con una storiella: “Si può immaginare una conversazione tra due uomini su un treno. L’uno dice all’altro: ‘Che cos’è quel pacco che ha messo sul portabagagli?’. L’altro: ‘Ah, quello, è un MacGuffin’. Allora il primo: ‘Che cos’è un MacGuffin?’. L’altro: ‘È un marchingegno che serve per prendere i leoni sulle montagne Adirondak’. Il primo: ‘Ma non ci sono leoni sulle Adirondak’. Allora l’altro conclude: ‘Allora, non è un MacGuffin’. Questo aneddoto le fa capire che in realtà il MacGuffin non è niente” (Il cinema secondo Hitchcock, cap. VI).

Dunque, la scatola serve a prendere i leoni, ovvero interessa per i dilemmi morali che introduce (e quindi lo spettatore è chiamato a mettere assieme i vari indizi forniti dalla storia per ricostruire un significato complessivo) oppure quello che conta è unicamente il gioco narrativo (e quindi lo spettatore non deve badare più di tanto che tutti i pezzi del puzzle vadano al loro posto e formino un tutto coerente)? La scatola, insomma, ha un “contenuto” o no?

The box è un film che rimane sospeso e intrappolato in questo dubbio e che non riesce a trovare una ben definita linea espressiva. È un film che non nasconde le sue ambizioni (le frequenti citazioni di Sartre, ecc.) e che sembrerebbe interessato ad esplorare le questioni morali che lo spunto introduce, ma che cade in momenti esplicativi ridicolmente didascalici (il dialogo sul “coefficiente di altruismo”, ad esempio). A Kelly manca il rigore del filosofo analitico che gli permetta di esaminare compiutamente il significato del dilemma morale.

D’altra parte, non riesce a infondere mistero nelle azioni quotidiane e, quindi, quando i protagonisti si impegnano in azioni e dialoghi quotidiani, “realistici”, la storia perde di intensità (netto, ad esempio, è il calo di tensione quando – dopo il “viaggio” di Arthur dalla biblioteca al letto – i due protagonisti si mettono a pulire il pavimento…). Non mancano alcune sequenze abilmente realizzate (il ritorno al motel della ragazza, per esempio), ma queste appaiono più trovate isolate che sviluppi organici della storia. Il problema di Richard Kelly è, in sostanza, quello di non essere né i fratelli Coen, nè David Lynch.

Non abbiamo, peraltro, dubbi che vi saranno spettatori che, memori di Donnie Darko, andranno alla ricerca di oscuri messaggi cifrati nelle targhe delle automobili o in altri dettagli e considereranno The box un film di culto.

Titolo originale: The Box
Nazione: U.S.A.
Anno: 2009
Genere: Thriller, Drammatico
Durata: 115′
Regia: Richard Kelly
Sito ufficiale: www.thebox-movie.warnerbros.com
Sito italiano: www.luckyred.it/thebox
Cast: Cameron Diaz, James Marsden, Frank Langella, James Rebhorn, Holmes Osborne, Sam Oz Stone, Gillian Jacobs, Celia Weston, Deborah Rush, Lisa K. Wyatt
Produzione: Darko Entertainment, Lin Pictures, Radar Pictures
Distribuzione: Key Films
Data di uscita: 21 Luglio 2010 (cinema)