TEATRO STABILE DEL VENETO “Carlo Goldoni” – TEATRI SPA, LA CONTRADA – TEATRO STABILE DI TRIESTE con la distribuzione di Arteven Circuito teatrale regionale
TRAMONTO
di Renato Simoni
regia di Damiano Michieletto – scene e costumi di Paolo Fantin
con GIANCARLO PREVIATI, DOROTEA ASLANIDIS, NICOLETTA MARAGNO, MASSIMO SOMAGLINO e LINO SPADARO, PINO COSTALUNGA, MARIA GRAZIA PLOS, MICHELE MODESTO CASARIN, ANDREA PENNACCHI, ELEONORA BOLLA
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A riportare alla luce la vicenda ambientata in un paese del Veneto e incentrata sulla vicenda dell’egoista e autoritario conte Cesare alle prese con la rivelazione dell’antico tradimento della moglie sono gli attori Giancarlo Previati, Dorotea Aslanidis, Nicoletta Maragno, Massimo Somaglino, Lino Spadaro, Pino Costalunga, Maria Grazia Plos, Michele Modesto Casarin, Andrea Pennacchi ed Eleonora Bolla. Scene e costumi sono di Paolo Fantin.
L’allestimento di Tramonto di Renato Simoni, aggiunge un importante tassello al progetto culturale che in questi anni ha ridato vita alla migliore drammaturgia veneta dell’Otto-Novecento, facendo riscoprire commedie dimenticate e troppo a lungo trascurate: Nina no far la stupida, Quando al paese mezogiorno sona, La Base de tuto i titoli riproposti, Gian Capo e Arturo Rossato, Eugenio Ferdinando Palmieri, Giacinto Gallina e ora Renato Simoni gli autori fatti riscoprire al pubblico del Veneto e non solo.
Lo spettacolo ripropone uno dei testi più belli, ma anche meno frequentati del veronese Renato Simoni. “Se si rileggono le sue quattro commedie in lingua veneta ci troviamo immersi in un mondo agro, chiuso, che anticipa motivi pirandelliani o, senza saperlo, affonda in ombre freudiane; o aggancia, per immergerli in quelle silenziose case venete, guizzi di Ibsen e di Strindberg; un mondo dimenticato in una piega della storia e della provincia italiana, disperatamente proteso verso il calore e il lume della giovinezza”. Così Roberto de Monticelli, uno dei più grandi critici del secolo scorso ricordava Renato Simoni sulle pagine del Corriere della Sera nel 1982. Simoni era morto trent’anni prima, ma proprio in quell’anno una delle sue commedie del 1906, proprio Tramonto, veniva riportata al successo da Luigi Squarzina con Alberto Lionello e Erica Blanc. Parole generose quelle di De Monticelli che ci restituiscono in parte la grandezza di una personalità poliedrica, di un talento fluviale che si declinava nell’attività di scrittore, attore, giornalista.
Tramonto: siamo in un paese del Veneto, di cui è sindaco il conte Cesare, autoritario ed egoista in casa come fuori. La sua volontà è la sola che conti, per cui le sue decisioni non ammettono obiezioni di sorta. Si sente superiore in tutto, anche nell’ambito della morale, motivo per cui rifiuta al povero Marasca il posto di maestro comunale, perché colpevole di aver tollerato troppo a lungo in casa la moglie adultera prima di scacciarla. Allora questi gli rivela che anche lui, vent’anni prima, avrebbe dovuto fare la stessa cosa. La rivelazione lo ferisce nel profondo, distruggendo la sua sicurezza e il suo orgoglio. Comincia allora ad indagare con allusioni e sottintesi per conoscere la verità, finché la moglie Eva, uscendo dal suo stato di soggezione, confessa di aver cercato l’amore in un altro uomo poiché nel marito aveva trovato solo un tiranno. Cesare cerca allora sostegno nella vecchia madre e si sforza di cambiare atteggiamento verso gli altri: ma oramai tutto è inutile, continuare a vivere per lui non ha alcun senso.
Renato Simoni. Nato a Verona il 5 settembre 1875, Renato Simoni fu giornalista, poeta, commediografo, critico e giornalista teatrale, uno dei maggiori uomini di teatro nell’Italia della prima metà del Novecento. Iniziò la sua precoce attività letteraria collaborando al giornale satirico veronese “Can de la Scala”. Sotto lo pseudonimo di Turno, commentava con ironia e felice ispirazione gli avvenimenti locali, sempre capaci nelle occasioni importanti di “buttare versi come una sorgente”, come scrisse Berto Barbarani. Critico del giornale cittadino “L’Adige”, passò poi a “L’Arena”, che lascio nel 1899, chiamato ad assumere l’incarico di critico drammatico per “Il Tempo” di Milano. Nel 1903 entrò al “Corriere della Sera” come redattore, dal 1914 come critico teatrale, e vi rimase per tutta la vita, unendo lucidità e finezza di gusto nel descrivere gli accenti più nascosti di ogni opera teatrale. Tra il 1902 e il 1910 scrisse le commedie in dialetto veneziano: La vedova, Carlo Gozzi, Tramonto, Congedo, Il matrimonio di Casanova (in collaborazione con Ugo Ojetti), ottimi esempi del teatro intimista e borghese come regista realizzò memorabili spettacoli goldoniani e shakespeariani. Morì a Milano nel 1952.
Damiano Michieletto. Veneziano, si è diplomato in regia teatrale presso la Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano e si è laureato in Lettere moderne presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Le sue esperienze registiche iniziate all’interno della scuola milanese sono continuate sia nella prosa sia nella lirica. Nell’ottobre 2003 ha firmato la regia di Svanda Dudàk, opera inedita di Jaromir Weinberger al Wexford Festival Opera in Irlanda, allestimento vincitore dell’ Irish Times/ESB Theatre Awards 2003 come “Best Opera Production”. Nella prosa ha diretto La Betia per la compagnia Ar.Co di Venezia, I dialoghi ruzantiani per la Compagnia Avogaria, Una ballata del mare salato per la Compagnia Piccionaia-Carrara, il monologo L’ultimo volo interpretato da Alessandro Albertin e Amadeus di Paul Shaffer al Teatro Franco Parenti di Milano. Nell’estate 2004, per il Rossini Opera Festival, ha firmato la regia de Il trionfo delle belle, operina di Stefano Pavesi e Il piccolo spazzacamino per il Luglio Musicale di Trapani.
Biglietti: Platea: interi € 30; ridotti € 27; giovani € 15 – 1° ordine: interi € 26 ; ridotti € 24; giovani € 12 – 2° ordine: interi € 22; ridotti € 19 e giovani € 10 – Galleria: interi € 10; ridotti € 8 e giovani € 7
Per informazioni e prenotazioni 049/87770213-8777011






