Polanski con quest’ultimo suo film prosegue la felice ricerca dell’essenziale inaugurata con Carnage: un dramma fatto di pochi personaggi dentro un unico ambiente, performance incalzanti e ironiche sviluppate lungo un crescendo che conduce il conflitto al punto di esplosione. I protagonisti là erano due coppie di genitori, qua un regista teatrale e un’aspirante attrice.
Anche in questo caso i ruoli si scontrano, quello apparentemente più debole (la donna) mette in crisi l’altro (l’uomo), fino a sovvertire le posizioni, anzi, fino a ridicolizzare chi doveva essere giudice, incatenandolo al suo ruolo e alle sue ossessioni. Pre-testo di quest’ultimo, mirabile e sottile capovolgimento è il romanzo erotico Venus im Pelz di Leopold von Sacher-Masoch (1870).
Il regista Thomas ne ha effettuato l’adattamento in vista di una nuova rappresentazione teatrale. Ma l’audizione (che non vediamo) è stata un disastro: nessuna delle candidate è all’altezza per interpretare il ruolo della protagonista, Wanda von Dunajew. Vanda, un’attrice ritardataria guarda caso omonima della protagonista, è la sorpresa più impensabile per quel regista apparentemente così sicuro di sé. Con insistenza e sfrontatezza, la donna ottiene da lui di essere messa alla prova. Quell’audizione fuori tempo (e fuori programma) svela subito, dietro quella donna, un’altra Vanda, che sconfessa l’immagine emersa fin là. Thomas rimane stregato dalla sua capacità di interpretare il ruolo, di più, di essere autenticamente Wanda von Dunajew. Tanto che lui stesso, in maniera naturale ed irresistibile, finisce con l’indossare i panni di Severin, il protagonista maschile del romanzo. E, come lui, diventa lo schiavo della donna.
Il film si sviluppa su un seducente gioco di rimandi tra il testo di partenza e la vita reale dei due interpreti, generando una narrazione inedita che, come ogni perfetto meta-testo, getta nuova luce su entrambi. E il gioco non è fine a se stesso: il finale di Venus im Pelz viene capovolto, Severin-Thomas non viene affatto guarito da quel rapporto perverso, ma rimane schiavo della donna interpretando lui le battute che sarebbero dovute uscire dalla di lei bocca. Di più: il ribaltamento raggiunge il parossismo attraverso l’implacabile e geniale ironia che contraddistingue da sempre il cinema di Polanski: seguendo una commistione tra arte e vita divenuta ormai fisiologica e invincibile, sul palcoscenico Vanda lega il regista ad un grande cactus in cartapesta (eredità di una rappresentazione precedente e fin troppo evidente simbolo fallico), balla indemoniata e sadica attorno a lui e svanisce, lasciandolo là truccato da donna e spogliato di tutte le sue passate certezze. «L’Onnipotente lo colpì, e lo consegnò nelle mani di una donna».
Chi andrà a vedere Venere in pelliccia sarà chiamato a deliziarsi di una trama tessuta su diversi strati che si compenetrano l’un l’altro, si richiamano, si contraddicono, all’interno di un’avventura del senso ch’è (metatestuale) messa in crisi dei nostri istinti e delizia per la nostra intelligenza.
Ma che è, anche – ed ecco il secondo scopo del nostro intervento –, lezione per qualsiasi sceneggiatore o aspirante filmmaker. Polanski è riuscito nel miracolo di tenerci incollati alle poltrone proponendoci un unico ambiente e due soli attori. Egli sembra rivolgersi ai giovani, provocandoli: per fare un film, basta davvero poco. Il bello è che, spesso, c’è tanto altro ma manca proprio quel poco. Anche senza due star e un impianto produttivo come quelli su cui ha potuto contare lui, chiunque di noi potrebbe ambire a raggranellare il budget per creare un film come Venere in pelliccia. Basterebbero due attori, un teatro, una preparazione certosina a cineprese spente e… l’arguzia narrativa del narratore al suo massimo grado di espressione.
Titolo originale: La Vénus à la fourrure
Nazione: Francia
Anno: 2013
Genere: Drammatico
Durata: 96’
Regia: Roman Polanski
Cast: Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric
Produzione: RP Productions, Come film, Monolith Films
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: Cannes 2013
14 Novembre 2013 (cinema)






