mercoledì, Luglio 29, 2026
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Venezia 69: “Crawl” di Herve Lasgouttes

Il provincialismo che non ha futuro

Giornate degli Autori
Lo sfondo di “Crawl”, film di debutto del registra francese Hervé Lasgouttes, è la Normandia.

La storia di Martin, giovane senza arte né parte che vive di espedienti, si incrocia con quella di Gwen, impiegata in uno stabilimento di lavorazione del pesce e che sogna di diventare nuotatrice professionista in Messico.

Tra i due nasce un amore, vissuto alla giornata e sempre in bilico tra l’imprevedibilità di lui e la concretezza di lei. Perennemente al limite della rottura definitiva, i ragazzi non riusciranno mai ad allontanarsi veramente l’uno dall’altro perché, come dice la stessa Gwen, uguali. Lasgouttes racconta una quotidianità provinciale, talvolta sconvolta da episodi sproporzionati per quella realtà ma che sono destinati a finire inesorabilmente nel dimenticatoio. Come se la realtà raccontata fosse rassegnata al suo ruolo secondario e nulla potesse modificare questa sua condizione, né in positivo né in negativo.

La coppia di protagonisti è emblematica proprio nell’esposizione del concetto “questo siamo e questo saremo”. Gwen, con i suoi sogni di ragazza, ma che mai realizzerà. E Martin, da questo punto di vista estremamente concreto, che, in una moderna rivisitazione del verghiano ideale dell’ostrica, si è da tempo mollemente abbandonato alla sua realtà fatta di lavoro e famiglia. Realtà che lui sa essere immutabile.