Undici film da undici paesi diversi (Italia, Francia, Belgio, Gran Bretagna, Finlandia, Romania, Slovenia, Polonia, Repubblica Ceca, Argentina, Sri Lanka), fra cui undici anteprime mondiali, più due insoliti cine-ritratti. Undici distinte declinazioni del cinema d’autore. Undici risposte alle domande che ci ossessionano ormai da cinque anni. Esiste ancora uno spazio per un cinema “diverso”? Quali margini restano a chi si muove fuori dalle regole del mercato? Come conciliare la sacrosanta esigenza del dialogo con gli spettatori senza arrendersi all’omologazione dei gusti e del linguaggio?
Dal 2004 le Giornate degli Autori, nate all’insegna dell’indipendenza sul modello della Quinzaine des Réalisateurs di Cannes, e dirette per la terza volta da Fabio Ferzetti, cercano attraverso il mondo le risposte più convincenti a questi e altri interrogativi. Ma ogni anno, inutile sottolinearlo, fa storia a sé.
Cinque sono stavolta i registi esordienti, e fra questi c’è un debuttante di lusso come Uberto Pasolini, produttore fra l’altro di Full Monty, che passa alla regia con Machan, storia vera e rocambolesca di un gruppo di cingalesi decisi a emigrare in Europa con qualsiasi mezzo, trattata con una leggerezza e uno humour che richiamano inevitabilmente il suo film più famoso.
Quattro le registe donne. Quattro pure i film provenienti dall’Europa centro-orientale, e questo non è certo un caso visti anche i temi ricorrenti nei film di quest’anno. Se nel 2007 le parole chiave erano guerra, conflitto, nomadismo, nel 2008 prevalgono i sentimenti, il dissidio interiore, la paura del tradimento. Un tradimento che può venire da fuori ma anche, ed è molto peggio, da dentro. O addirittura dal passato, come accade nel film polacco Scratch e nello sloveno Landscape n. 2, che affrontano, sia pure con stili e linguaggi opposti, il tema delle colpe dei padri che ricadono sui figli. Mentre il romeno Hooked, sorprendente commedia filosofica con tre soli protagonisti, e il cèco The Country Teacher, partono dal mutamento dei costumi e della mentalità nelle nuove democrazie per intraprendere un percorso di grande libertà espressiva e morale.
Vale la pena anche sottolineare, e rivendicare, il profilo spiccatamente eurocentrico della selezione di quest’anno. Da tempo non ci capitava di vedere tanto buon cinema tutto insieme provenire dal Vecchio Continente. Buon segno: dietro queste storie di fuga, di crescita, di trasformazione, si indovinano le inquietudini di un’Europa sempre più insoddisfatta e problematica. Ed è curioso anche notare il ricorrere di punti di vista eccentrici e rivelatori. Forse oggi la partita decisiva non si gioca più tanto sul piano dello stile visivo (con la notevole eccezione del finlandese The Visitor, inquieto e visionario) quanto su quello delle strategie narrative. E il cinema che rischia e sperimenta più che sul visibile lavora sul non detto, sulle zone d’ombra, sulla parte meno riconoscibile e controllabile delle nostre esistenze.
È il caso del belga Nowhere Man, felice ritorno di una autrice che avevamo un po’ perso di vista, Patrice Toye, alle prese con una emozionante variazione sul tema di Mattia Pascal. Ma anche il debutto della premiata regista teatrale e televisiva inglese Sallie Aprahamian, Broken Lines, storie d’amore e di identità perdute e ritrovate, nasce da un soggetto scritto dai suoi protagonisti. E forse non è un caso, ancora una volta, se anche lo sceneggiatore e regista esordiente Stefano Tummolini, già aiuto di Ozpetek e Maurizio Ponzi, ha scritto insieme al suo primattore Antonio Merone Un altro pianeta, sorprendente no-budget girato sulla spiaggia naturista di Capocotta.
Tutti i film:
– Broken Lines
_ regia di Sallie Aprahamian
– Che saccio
_ regia di Camille d’Arcimoles
– Il passato è il mio bastone
_ regia di Flavia Mastrella e Antonio Rezza
– Machan
_ regia di Uberto Pasolini
– Muukalainen (The Visitor)
_ regia di Jukka-Pekka Valkeapää
– Nowhere Man
_ regia di Patrice Toye
– Pescuit sportiv (Hooked)
_ regia di Adrian Sitaru
– Pokrajina Št.2 (Landscape No.2)
_ regia di Vinko Möderndorfer
– Rysa (Scratch)
_ regia di Michal Rosa
– Stella
_ regia di Sylvie Verheyde
– Un altro pianeta
_ regia di Stefano Tummolini
– Una semana solos
_ regia di Celina Murga
– Venkovský učitel (A Country Teacher)
_ regia di Bohdan Sláma





















