Il Torino Film Festival giunge al “ragguardevole traguardo della quarantesima edizione” (come ricorda nel suo saluto il presidente Sergio Mattarella) e si celebra nel luogo più aulico della Città, il Teatro Regio, tempio della musica lirica e gioiello architettonico degli anni Settanta di Carlo Mollino.

Nel corso dell’inaugurazione si festeggia alla presenza di vari ospiti – in presenza e in streaming – e vengono riproposti brani di film con musiche di Beatles e Rolling Stones. L’evento viene seguito in diretta da RAI Radio 3 Hollywood Party, fatto alquanto bizzarro, dato che sarebbe godibile anche il video, non solo l’audio. Ma tant’è e ci si deve far bastare quello.

Ecco gli elementi essenziali del festival: sono 173 i film presentati, di cui 135 lungometraggi, 14 mediometraggi, 24 cortometraggi, 81 anteprime mondiali, 10 anteprime internazionali, 4 anteprime europee e 56 anteprime italiane – selezionati su più di 4500 opere visionate.

Il concorso internazionale lungometraggi è composto di dodici film – opere prima, seconde o terze – da moltissimi Paesi del mondo, ma un solo film italiano, co-prodotto con l’Ucraina, in concorso in questa sezione: LA LUNGA CORSA di Andrea Magnani. Ci sono in concorso ovviamente anche documentari e medio-corto metraggi.

L’impatto del festival sulla città è notevole, con coinvolgimento di Università e classi di scuola primaria, secondaria di I e II grado in una serie di attività educative, formative e di orientamento proiezioni e incontri con professionisti.

Soprattutto vi è per la prima volta una straordinaria “casa” del festival alla Cavallerizza Reale, uno dei luoghi più amati dai torinesi, un vastissimo e stupendo complesso architettonico settecentesco, dal 1997 patrimonio mondiale dell’UNESCO, per anni in abbandono ma oggi finalmente destinato a rinascere e a proiettarsi nel futuro della città con dignità e con tutta la sua bellezza.