La quattordicesima edizione di Design Miami/ Basel (11-16 giugno 2019) ha potuto contare sulla partecipazione di quarantuno gallerie provenienti da dodici Paesi, e sul più grande programma Curio della storia della manifestazione.

La fiera di quest’anno è stata la prima diretta da Aric Chen, nominato nel ruolo di direttore curatoriale per il 2019. Chen è il primo ad essere investito in questa nuova posizione, e il suo compito è quello di supervisionare mostre, commissioni e collaborazioni, oltre che a Basilea, anche a dicembre per l’edizione a Miami Beach.

Quest’anno particolare interesse ha suscitato il programma Design at Large, ovvero le installazioni di design moderno e contemporaneo che superano i confini spaziali di una tradizionale galleria e che sono poste annualmente all’ingresso dell’esposizione.

Aric Chen. Foto di Giorgio Lazzari

Supervisionato anch’esso dal direttore della fiera Aric Chen, Design at Large ha scelto Elements: Earth come tematica da sviluppare: “Il ruolo del design nell’esplorare materiali, modi di fare, vivere, consumo e produzione hanno assunto nuova urgenza, in particolare in un’ottica di impatto sul Pianeta”, ha dichiarato Aric Chen, che ha aggiunto: “Design e designer aiutano anche ad articolare il futuro, e quest’anno vogliamo evidenziare come l’attività umana continui ad alterare la natura stessa della Terra.

Nove gallerie hanno partecipato a una mostra collettiva che ha esaminato il futuro di materiali, risorse e produzione nell’età della corrente epoca geologica, in cui l’attività umana è stata la forza dominante nell’influenzare e alterare il Pianeta.

Elements: Earth ha portato a fuoco le possibilità emergenti per reinventare il modo in cui usiamo le risorse del pianeta, la loro natura, e permettere di progettare linguaggi che potrebbero fornire dei modi alternativi di uso di risorse a ridotto impatto ambientale”, ha concluso Chen.

I nove progetti presentati in Elements: Earth hanno reso tangibili le distorsioni sfocate tra
artificiale e naturale, materie prime e rifiuti, consumo e produzione.

Friedman Benda presents Territories by Andrea Branzi Courtesy of James Harris

Friedman Benda presenta Territories di Andrea Branzi
Derivante dal progetto No-Stop City, nato alla fine degli anni ’60 e realizzato dal gruppo di design radicale italiano Archizoom, Territories manifesta la ricerca in corso di Andrea Branzi sul rapporto tra umani, società e paesaggi costruiti. L’architetto, designer e teorico italiano ha creato negli ultimi quattro decenni quasi venticinque opere di questa serie. Accompagnato dai suoi stessi testi, questa presentazione è la sua più importante mai realizzata.

Galerie Philippe Gravier presents The Black Pavilion by Odile Decq Courtesy of James Harris

Philippe Gravier presenta The Black Pavilion di Odile Decq
The Black Pavilion del designer francese Odile Decq traduce l’azione di copia-e-incolla, in un’installazione che sovverte la relazione convenzionale tra padiglione, contesto e spettatore. Dall’esterno, la scura e opaca struttura in vetro nero viene trasformata da sculture di luce simili a collage, create da Patrick Rimoux e ispirate alla visione della natura di Decq. Dall’interno, il vetro a specchio a senso unico del padiglione offre una vista verso l’esterno, creando una tensione voyeuristica che mette in discussione la nostra relazione con noi stessi, l’un l’altro e l’ambiente circostante.

Giustini / Stagetti presents Ore Streams by Formafantasma Courtesy of James Harris

Giustini / Stagetti presenta gli Ore Stream di Formafantasma
I flussi di minerali di Formafantasma propongono un’alternativa all’estrazione sotterranea in un momento in cui i metalli e i minerali già estratti sono abbondanti sotto forma di rifiuti elettronici. Parte di un’analisi più ampia sul significato della produzione e su come il design può facilitare un uso più responsabile delle risorse, gli oggetti dei mobili di Ore Streams sono realizzati utilizzando materiali riciclati e incorporano rifiuti elettronici. Inoltre, sono stati concepiti per l’uso in ufficio, dove i principi del design moderno basati sull’efficienza, gli standard ideali e uno stile universale sono più visibili. L’installazione include un’animazione che visualizza potenziali strategie di progettazione per facilitare la riparazione e il reciclaggio sulla base di ampie interviste a ONG, legislatori, produttori e studiosi.

Etage Projects presents A Million Times and Leaking Fountain by FOS and Piano by Guillermo Santomá Courtesy of James Harris

Etage Projects presenta A Million Times and Leaking Fountain di FOS e Piano di Guillermo Santomá
Queste tre opere, realizzate separatamente dall’artista danese FOS e dallo stilista spagnolo Guillermo Santomá, riflettono insieme sul ruolo degli esseri umani nell’
epoca geologica attuale dell’Antropocene. Il film di FOS A Million Times descrive il viaggio di un esploratore nell’Artico, mentre l’installazione al neon di Leaking Fountain è stata esposta per la prima volta nel 2018 su un’isola a Copenaghen, suggerendo che quel corpo d’acqua potrebbe essere violato da un impianto idraulico. Funzionante come strumento di lavoro, il Piano di Santomá è realizzato in schiuma grezza incorporata con altoparlanti, evocando un’ambigua reliquia di un futuro postindustriale.

Galerie VIVID presents Metamorphism by Shahar Livne Courtesy of James Harris

Galerie VIVID presenta Metamorphism di Shahar Livne
Combinando frammenti di plastica con minerali e ponendoli sotto calore a pressione per simulare i processi geologici della Terra, Metamorphism di Shahar Livne indaga sulla natura dei materiali emergenti in un momento in cui la plastica è diventata parte della stratigrafia del pianeta. Accanto a oggetti realizzati dal composito risultante, l’installazione include un video, creato con l’artista Alan Boom, che riflette sulla nozione di plastica come “iper oggetto” non biodegradabile che funziona al di fuori dei cicli di vita e di morte.

Mercado Moderno presents Manimal by Mameluca Studio Courtesy of James Harris

Mercado Moderno presenta Manimal di Mameluca Studio
Manimal è il risultato delle osservazioni di Mameluca Studio sugli uccelli brasiliani joão de barro, joão graveto e tecelões, noti come “gli uccelli tessitori”, che usano detriti naturali – fango, bastoncini e foglie – per costruire i loro nidi. L’installazione di tre strutture a forma di nido in legno di recupero, fibre di giunco, polpa di cartone, reti da pesca riutilizzate e altri materiali di progettazione di Rio de Janeiro, contrasta con il nostro concetto di creazione e dello smaltimento di prodotti di scarto con la dipendenza degli uccelli dai detriti naturali, proponendo così nuove gerarchie attorno alle nozioni di rifiuto.

Friedman Benda presents Bleached II by Erez Nevi Pana Courtesy of James Harris

Friedman Benda presenta Bleached II di Erez Nevi Pana
Bleached II è la continuazione di un corpo di lavoro del designer israeliano Erez Nevi Pana che esplora le conseguenze dell’estrazione di minerali nel Mar Morto. Per questi nuovi progetti di mobili, Nevi Pana ha progettato strutture di alluminio sommerso racchiuse nell’acqua altamente salina di un laghetto nello stabilimento di Dead Sea Works. Venti milioni di tonnellate di sale affondano ogni anno sul fondo dello stagno, un sottoprodotto della produzione di sali di potassio e bromo. Immersi nell’acqua, i pezzi di Nevi Pana diventano naturalmente incrostati di sale cristallizzato, fornendo una rivisitazione dei possibili esiti costruttivi dell’interferenza dell’umanità con la natura, esplorando nel contempo la convergenza tra organico e ornato.

Jason Jacques Gallery presents Moss Tower by Kim Simonsson Courtesy of James Harris

Jason Jacques presenta Moss Tower di Kim Simonsson
Le sculture Moss People della ceramica finlandese Kim Simonsson, realizzate a mano nello studio dell’artista di Fiskars, in Finlandia, sono il risultato di una tecnica che combina il gres, la vernice e la fibra di nylon verde per conferire loro la loro morbida texture simile a muschio. Ispirati alle favole nordiche, le figure formano una comunità arboricola che raccoglie letteralmente il muschio attraverso una misteriosa immobilità. Basandosi sulla loro narrativa, Simonsson li presenta qui su livelli di impalcature metalliche che offrono una reinterpretazione industriale della foresta in cui vivono.

Joseph Walsh Studio presents Magnus V Courtesy of James Harris

Joseph Walsh Studio presenta Magnus V
Il più grande lavoro fino ad oggi nella sua serie Magnus, Walsh ha prodotto una specie di natura estrema con una geometria complessa simile a un nastro che si bilancia a una scala abbastanza grande da ridefinire lo spazio che occupa. Magnus V è presentato con Walsh’s Eximon, una panchina calcarea Kilkenny con fossili incastonati in modo naturale in bassorilievo.