Il loro matrimonio dura da decenni, con figli, nipoti e quant’altro. Ma arriva il difficile giorno che i coniugi, Joan (Elizabeth Olsen) e Larry (Miles Teller) devono confessare alla famiglia che a Joan rimangono pochi giorni di vita. In quella circostanza, imprevedibilmente, muore invece Larry, strozzato da una manciata di bretztel (certi salatini che si prendono con l’aperitivo) che stava mangiando, mentre casualmente era dinnanzi alla vecchia e polverosa foto del defunto Luke (Callum Turner), primo marito di Joan, perito sessantasette anni prima in guerra di Corea (1950 – 1953), subito dopo le nozze.
Larry, morto, si trova in un aldilà che sembra una lussuosa ma severissima casa di riposo, dominata da regole inflessibili e da un eterno senso di ripianto. Ben presto, come previsto, Joan lo raggiunge. Ma qui scatta il colpo di scena: riappare Luke, che da sessantasette anni attende di riunirsi a Joan, suo primo e unico amore.
Chi si unirà per l’eternità a Joan: Larry, il tranquillo marito; oppure Luke, il travolgente rimpianto?
La commedia si svolge intorno a questa imprevista deviazione dalle rigide regole dell’aldilà, dove a ciascuno è concesso di scegliere un solo tipo di eternità e una volta scelta quella, non può cambiare idea, mai più.
Forse Dante Alighieri pretenderebbe le royalties per l’idea, ma non giurerei che il film si sia davvero ispirato al padre della Commedia, quella divina. In questa commedia benpensante non c’è molto spazio per il divino, ci sono invece regole borghesi e principi all’insegna del “politicamente corretto”. Niente trasgressioni ma solo qualche “birichinata”, mentre avrei auspicato un finale meno scontato e un po’ più trasgressivo, più pepato, dove magari Joan avesse avuto il coraggio di vivere per l’eternità insieme a tutti gli uomini della sua vita, che in fin dei conti erano poi solo due, mica una decina!
Il quarantatreenne regista irlandese David Freyne, enfant prodige della cinematografia, ha confezionato una commedia con belle scenografie, godibile, romantica e surreale, con rapidità e intelligenza, che vagamente ricorda registi più vicini alla cultura europea che a quella statunitense, come per esempio Woody Allen, o i Cohen, tuttavia con poco o nulla di quell’ironia, di quel graffio contro il conformismo borghese.
Il film è stato proiettato in anteprima nazionale al Torino Film Festival il 21 novembre 2025, nelle sale italiane dal 4 dicembre 2025, distribuito da I Wonder Pictures.











