Presentato nella sezione Un certain regard al  Festival di Cannes, Euforia è il secondo film diretto da Valeria Golino dopo l’intenso Miele del 2013, che a Cannes vinse una menzione speciale.

Euforia, recita il dizionario, è la “sensazione, reale o illusoria, di benessere somatico e psichico che si traduce in un più vivace fervore ideativo“. È anche, nelle parole della regista partenopea Valeria Golino, “quella sensazione bella e pericolosa che coglie i subacquei a grandi profondità: sentirsi pienamente felici e totalmente liberi. È la sensazione a cui deve seguire l’immediata decisione della risalita prima che sia troppo tardi, prima di perdersi per sempre in profondità”.

Ci sono entrambi questi aspetti nella storia di due fratelli che non potrebbero essere più diversi, e che,  a dispetto dei loro caratteri in apparenza ben definiti,  nascondono nel profondo dubbi e incertezze. Ma la vita, e una malattia, li obbliga a fare i conti con se stessi e a fare emergere i loro veri sentimenti. Matteo (Riccardo Scamarcio) è un giovane imprenditore di successo, spregiudicato, affascinante e dinamico. Il fratello Ettore (Valerio Mastandrea) è un insegnante di scuola media, che vive nella piccola cittadina di provincia in cui entrambi sono nati e che, a differenza dell’esuberante Matteo, resta sempre un passo indietro, quasi nell’ombra.

Quando a Ettore viene diagnosticato un tumore, Matteo decide di prendere in mano la situazione, e di nascondere la verità al fratello. Lo fa nel suo modo eccessivo e un po’ impudente, pensando di poter vincere anche la malattia. Al contrario Ettore si lascia quasi viziare dal fratello e, per la prima volta, si lascia guidare da Matteo.

Valeria Golino torna a parlare di morte, come già in Miele, ma con una urgenza diversa: quella di raccontare come la malattia possa diventare una leva per rivelare sentimenti nascosti e sepolti. L’incertezza del futuro, la  fragilità del corpo, lo spaesamento della malattia eliminano i filtri, diventano propulsori della verità: tutti i nodi vengono al pettine insomma, emerge il sommerso. Lo spazio tra  diagnosi e condanna è attraversato da quella Euforia del titolo, uno stato mentale in cui Matteo ed Ettore devono prendere coscienza per  scoprirsi, ri-scoprirsi e riunirsi.

A differenza di Miele, che era tratto da un romanzo, in Euforia Valeria Golino conferma quanto anche lo spettatore intuisce: che il film trae ispirazione da persone che le erano vicine. Oltre a dirigere con la sensibilità che già si era vista in Miele, la Golino, scrive anche la sceneggiatura con Francesca Marciano e Valia Santella e la collaborazione di Walter Siti. Ma è proprio la scrittura a mostrare qualche lato debole: mentre sono molto belli i momenti intimi e le conversazioni tra i due fratelli, il film indugia su alcuni aspetti della vita di Matteo e di Ettore che non sempre aggiungono valore alla narrazione.

Malgrado le straordinarie interpretazioni dei due protagonisti Valerio Mastandrea e Riccardo Scamarcio, su cui poggia l’intero film, e personaggi di contorno ben delineati – Jasmine Trinca, Isabella Ferrari, Valentina Cervi – Euforia si dilata un po’ troppo in alcune parti e alla fine le quasi due ore pesano sullo spettatore.

Euforia
Titolo originale: Euforia
Nazione: Italia
Anno: 2018
Durata 115′
Regia: Valeria Golino
Cast: Riccardo Scamarcio, Valerio Mastandrea, Isabella Ferrari, Valentina Cervi Jasmine Trinca
Produzione: HT Film, Indigo Film, Rai Cinema
Uscita: 25 Ottobre 2018 (cinema)