Prendete una famiglia con più problemi e risentimenti che affetto, metteteli in un castello per festeggiare l’arrivo del nuovo anno e immaginate cosa potrebbe succedere.
Colin Burstead (Neil Maskell), un uomo molto stressato, verso la mezza età, composto e benestante, affitta un castello nella campagna inglese, per festeggiare il nuovo anno con la sua famiglia allargata (madre, zii, cognate…. seconde mogli). I motivi che lo spingono a questo generoso gesto sono complessi e non proprio dettati da uno slancio sincero. Bill Paterson e Doon Mackichan interpretano i due genitori, insoddisfatto il primo e nelle vesti della vittima la seconda; la sorella di Colin (Hayley Squires) ha avuto la brillante idee di invitare – per fare una sorpresa – la pecora nera della famiglia, il fratellino David (Sam Riley), che non vedono da cinque anni (per più che validi motivi).

Tra tutti spicca lo zio, figura melodrammatica e teatrale, interpretato con grazia ed eleganza da Charles Dance.
E così, scena dopo scena, con un montaggio, e con la telecamera a mano di Laurie Rose, fatto di brevi episodi, si preparano i fuochi d’artificio di questo Capodanno.

Scritto (con la collaborazione del cast) e diretto da Ben Wheatley è una storia spiritosa, piena di personaggi egoisti, un ritmo vivace, eppure manca qualcosa. E’ come se il regista promettesse un Capodanno indimenticabile e alla fine di sovversivo o eclatante non c’è nulla.
Un film caratterialmente inglese, ma non del tutto riuscito. Bravissimi tutti gli attori, alcune battute sono molto divertenti. Tuttavia nel complesso, Happy New Year, Colin Burstead emana qualcosa di artificioso, di troppo scritto, di troppo forzato e poco emotivo