“Ifigenia in Aulide è la tragedia del potere e del nostro oggi. Ifigenia è la vittima sacrificale del padre padrone, come ogni vittima. Perciò il mio film
vuole essere sul nostro presente, m’illudo lo diventi anche per lo spettatore. La tragedia greca ha percorso tutto il mio cinema, dagli archetipi dell’underground ’68 a oggi. Il set greco di Ifigenia lo devo a Nikos Koletsos e a Sandra Bosco, che da anni ci accolgono ad Amarynthos”.

Uno striscione con la scritta solidarietà e giubbotti di salvataggio, la storia di Ifigenia e la terra promessa.
Sulla terra ferma, Aulide: gli attori vivono la vita comune dell’isola in estate, la video-camera cerca e registra fedelmente. La legittimità di questa operazione sta nella coscienza del presente che affiora pure con la presenza dei profughi. Agamennone è alla guida dei Greci che vogliono salpare per Troia e vendicare l’onore di Menelao, suo fratello, la cui moglie Elena è fuggita con Patroclo il Troiano, lo straniero. Clitennestra, sorella di lei, è la sua sposa e Ifigenia la loro figlia, ma… Chi siamo noi? Noi siamo loro e loro sono noi?

Tonino De Bernardi, classe 1937, fa leggere e recitare la celebre tragedia di Euripide nella Grecia di oggi. Estratti del testo vengono interpretati, a volte decantato da gente comune, che fa rivivere la potenza e l’attualità di un testo scritto tra il 407 ed il 406 a.C. Al mercato, nei campi, sulla spiaggia, in cucina, durante le processioni di paese, da Ifigenia al coro, dal saggio ad Agamennone,… Tonino De Bernardi, con il suo inconfondibile spirito di libertà creativa, riflette e fa riflettere sulla società contemporanea, in fila con i profughi e i disagiati. Perché i frammenti scelti dal regista sono pesanti parole che commentano lo status dei rifugiati in Europa, mentre scorrono le loro immagini.
Il suo sguardo dalle parole del testo si apre sul panorama del Mediterraneo: dalla Grecia si estende lungo il mare fino alle nostre coste e fa un’incursione nella nostra faziosa informazione (alcuni stralci di pseudo talk show stonano e stridono. Quei drammi artefatti rimbombano di falso rispetto alla tragedia rappresentata). Questo film è un viaggio in mare, tra sacrificio e speranza, e preghiera di tornare sani e salvi e con doni.