Presentato alla Mostra del Cinema nella sezione Venezia Spotlight, Hijra è il film che Shahad Ameen porta al Lido insieme a una storia personale e profonda ambientata nell’Arabia Saudita durante il’Hajj, uno dei pellegrinaggi più sacri per i fedeli musulmani. Un viaggio di trasformazione e crescita che qui vediamo raccontato attraverso la vicenda di Janna, una dodicenne che parte per la Mecca insieme alla nonna e alla sorella Sara.
Poco dopo l’inizio del viaggio Sara fugge facendo perdere le sue tracce e Janna e la nonna interrompono il pellegrinaggio per andare alla ricerca della ragazza ed evitare che il padre delle due sorelle scopra quanto accaduto. Il viaggio alla ricerca di Sara, che tocca luoghi antichi, sacri e densi di ricordi, è l’occasione che porta Janna e la nonna ad avvicinarsi e consolidare un legame che, per entrambe, diventa via via sempre più necessario.
Con Hijra Shahad Ameen racconta l’Arabia Saudita e una ritualità per lo più sconosciuta mettendo in scena in parallelo quella che è la crescita personale della sua giovane protagonista. Alle soglie dell’età adulta, piena di vita e desiderosa di affermazione e libertà, Janna si scontra inizialmente con la tradizione e il passato rappresentati dalla sua severa nonna, per poi ricongiungervisi e farne tesoro in un viaggio di trasformazione ed evoluzione. Le tappe che affrontano Janna e la nonna nel loro viaggio di ricerca (che va oltre l’urgente necessità di ricongiungersi con Sara) rispecchiano quelle sacre e universali dell’Hajj riportandole ad una dimensione personale che mette in luce le dinamiche familiari tra le due donne e un percorso di formazione che arricchirà entrambe nonostante e forse proprio grazie alle difficoltà.






