Il nodo irrisolto del bullismo al Teatro Toniolo

Il nodo di Johnna Adams è in scena fino a domenica 28 novembre al Teatro Toniolo di Mestre con Ambra Angiolini e Arianna Scommegna. Ben nove recite per questo testo breve ma intenso, pubblicato nel 2013 eppure così ancora drammaticamente attuale. In un’aula di una scuola pubblica, l’insegnante Heather riceve inaspettatamente Corryn, la madre di un suo allievo, Gidion, che alcuni giorni prima, sospeso, è tornato a casa pieno di lividi. È stato vittima di bullismo o forse lui stesso è stato un molestatore? Sciogliere questo nodo gordiano per cercare la verità dietro all’atto terribile che Gidion ha compiuto è l’unica possibilità a cui aggrapparsi.
Il testo della Adams va al di là dei luoghi comuni e, oltre a scavare nell’anima delle due donne, cerca di farci capire quanto sia crudele il mondo dei bambini la cattiveria dei quali, seppur apparentemente tale, non è mai innocente. Dietro all’angoscia della madre e dell’insegnante ci sono due pianeti diversi ma accomunati dal comune compito di educare. Eppure, ognuna rimarrà ferma nelle sue convinzioni. Chiediamoci quindi da dove nasce la tentazione del bullismo. Dai modelli familiari, dai media, dai social probabilmente se arriviamo ad assistere quotidianamente a discriminazioni, implicite ed esplicite, persino da parte di politici, comici e trasmissioni televisive. Lodevole in questo senso l’operato delle attrici che già in passato, prima e durante la pandemia Covid, hanno incontrato gli studenti delle scuole superiori al fine di sensibilizzarli sul tema del bullismo. Il 27 novembre incontreranno il pubblico al Toniolo alle ore 17.00 per riflettere sul disagio giovanile.
Per la regista Serena Sinigaglia il confronto asprissimo tra le due donne ha un fine catartico, volto a dare un senso al dolore, allo smarrimento e al loro reciproco, soffocante senso di colpa, così dirompente da portarle anche a parlarsi sopra. Ambra Angiolini e Arianna Scommegna, artiste che non hanno bisogno di presentazione, riescono bene in questa prova di forza, visibilmente commosse al termine dello spettacolo. La durezza del dramma è sottolineata dal light design efficace di Roberta Faiolo e dalla scena fissa di Maria Spazzi, un cumulo di banchi e sedie sul tipico pavimento deformato, cifra inconfondibile della Spazzi.
Applausi convinti da parte del pubblico alla prima del 19 novembre.
Luca Benvenuti