Nessuno ha chiesto il permesso a Ida (Jessie Buckley) di essere “rinvigorita”, di essere fatta tornare in vita.
Siamo negli anni 30 a Chicago, Ida è una giovane donna, sinuosa e sveglia, che frequenta il locale di proprietà del mafioso Mr. Lupino (Zlatko Burić).
Si ribella, improvvisamente, qualcosa più potente entra in lei.
Viene uccisa.
Nel frattempo un solitario Frankenstein (Christian Bale), che ha preso il nome dal suo creatore, arriva in città in cerca del famigerato scienziato Dottor Euphronious (Annette Bening), per poi scoprire che è una donna emarginata dalla comunità scientifica per i suoi tentativi di “rinvigorire” gli umani.
La “creatura” che vaga da più di un secolo è in cerca di compagnia, ma non è solo una questione di sesso, è per colmare l’agonia della solitudine. La dottoressa è reticente, ma cede. Trovano Ida in una fossa comune.
E mentre Mary Shelley, per poter dire la sua, torna a bussare alla coscienza di Ida, come quando era in vita, quella notte in quel night club, Ida ribattezzata Penepole è confusa e impertinente come bambina, la sua esuberanza in vita diventa qui selvaggia. Frank(enstein) non può che buttarsi a capofitto nelle follie di questa donna che sta cercando di capire chi sia.

Per due “mostri” la vita non è mai facile, nella Chicago degli anni 30 ancora meno.
Frank vuole condividere con Penelope le sue passioni, come quella per il cinema di Hollywood dove il suo attore preferito Ronnie Reed (Jake Gyllenhaal) è anche il suo “mito”. Penelope trascina Frank nei locali che un tempo frequentava. Ma come si diceva due mostri non passano inosservanti, e la violenta Chicago non li accoglie. Alla violenza rispondono con violenza, e al loro inseguimento ci sono il detective Jake Wiles (Peter Sarsgaard) e la sua segretaria – e detective migliore – Myrna Mallow (Penélope Cruz).
Ma c’è anche chi in Penelope vede quel moto rivoluzionario femminista necessario e atteso, per quello che dice e come lo dice, che viene presa a imitazione, immagine e somiglianza.
“Questa è la storia della compagna di Frankenstein e, in definitiva, come suggerisce il titolo, è la storia della Sposa – racconta la regista e sceneggiatrice Maggie Gyllenhaal -. Ma è una storia diversa. Quel che voglio dire su Frankenstein e il motivo per cui Frankenstein, Mary Shelley e l’idea stessa mi hanno affascinata, è che mi interessa particolarmente la mostruosità: intesa come quella che vedo intorno a me – che penso sia davvero evidente e ovunque in questo momento – così come quella che vedo dentro di me. E allora, mi sono spesso chiesta: “Cos’è questa roba terrificante che credo sia in ognuno di noi?”. Ebbene, Frankenstein è un modo per riflettere su questo concetto e comprenderlo. Perché nel libro è, credo, un mostro con cui entrare in empatia, e che ti permette forse di scovare il mostro che hai dentro. Ma non è questo il caso. Quel concetto è solo il punto di partenza; poi il mio film è una storia completamente diversa”.

Mary Shelley pubblicò il suo romanzo “Frankenstein; o il moderno Prometeo” nel 1818, quando aveva solo 20 anni.
Maggie Gyllenhaal scrive e dirige The Bride come un gangster movie alla Bonnie & Clyde in versione fiaba dark con colori punk dove il tema centrale è la rabbia femminile che sfocia in una sacrosanta ribellione contro l’ordine prestabilito da altri (non altre!). Come la definirà la dottoressa Euphronious “è un esempio di “geometria disobbediente”. E intorno a questa tema ruota quello dell’amore, del bisogno di amare e di essere amati. In sottofondo il gangster movie/poliziesco con una traccia che non possiamo svelare.
La chimica tra Buckley e Bale è frizzante. Si lasciano andare in un’interpretazione appassionante ed eccentrica. E conquistano.
È un film inebriante e coraggioso. Non è perfetto, non è lineare. Ma è un’esperienza emotiva che lascia il segno
Esuberante ed esagerato. Con un omaggio a Frankenstein Junior (1974) sulle note di “Puttin’ on the Ritz” , con riferimenti ai musical MGM degli anni ’30 e ’40, è da vedere. Sul grande schermo.
I Costumi sono di Sandy Powell; le musiche di Hildur Guðnadóttir; il trucco di Lori Guidroz, Jimmy Goode, Michael Buonincontro, Vanessa Anderson; la fotografia di Lawrence Sher.
- Data di uscita: 05 marzo 2026
- Genere: Horror
- Durata: 126′
- Anno: 2026
- Paese: USA
- Produzione: Warner Bros.
- Distribuzione: Warner Bros. Pictures











