Rose, di Markus Schleinzer

Salvate il soldato Rose!

Casi non frequenti ma nemmeno rari: ne “La dodicesima notte” (scritta tra il 1599 e il 1601) Shakespeare ci racconta le avventure della bella Viola, che si traveste da uomo per proteggersi e vivere più sicura dopo un naufragio.

In questo film, un soldato, il viso sfigurato da una ferita di guerra, reduce della guerra dei Trent’Anni (tra il 1618 e il 1648) giunge in un villaggio della Germania presentando documenti che lo qualificano come erede di una fattoria abbandonata da decenni. L’ex soldato lavora duramente e riesce in breve a far rifiorire quei campi che parevano non poter più dare frutto. Si guadagna così la stima e il rispetto della popolazione locale, tanto che un ricco possidente gli offre in moglie la propria figlia Suzanna.

Ma arriva un momento che la verità viene a galla: l’ex soldato non è un uomo, bensì Rose, ossia una donna, che fin dalla giovinezza, trascorsa in orfanotrofio, è vissuta camuffata da uomo e come tale ha combattuto, pur di evitare l’amaro destino che la società dell’epoca le avrebbe riservato come donna. La stessa vita agra conosciuta dalla “moglie” Suzanna, che capisce, compatisce, difende e protegge la persona alla quale ella comunque si considera legata, prima come “marito”, poi come preziosa confidente, intima amica e unica speranza di libertà.

Purtroppo, al tempo, il patriarcato (proprio quello che oggi alcuni pretenderebbero di riportare in vigore in nome della pretesa rinascita della cultura occidentale) puniva tali “disobbedienze” senza pietà con la pena più atroce. Così fu per Rose e Suzanna.

Una pellicola in costume ma niente di affettato anzi un vero pugno nello stomaco, durissimo e spietato nel suo realismo. Ancora, dopo “Angelo”, continua il grande impegno civile e sociale del 55enne regista viennese Markus Schleinzer, che mostra una sensibilità straordinaria per le persone e una grande maestria filmica, nella ricostruzione di ambienti, fatti e mentalità, sulla base di scarne documentazioni dell’epoca, ma comunque di fatti veri e non isolati. “Io stesso – dichiara alla stampa – sono una persona queer (ossia di orientamento sessuale e/o identità di genere non conformi alle norme tradizionali) perciò una storia e una identità di questo tipo è sempre parte del mio  lavoro”.

Presentato in concorso al 76° Festival Internazionale del Cinema di Berlino nel 2026, ha ottenuto il ben meritato Orso d’Argento per la migliore protagonista alla 48enne attrice tedesca della Turingia Sandra Hüller nel ruolo di Rose. Ottima comunque anche l’interpretazione diCaro Braun nel ruolo di Suzanna.

Si tratta del terzo lungometraggio di Schleinzer, dopo Michael, presentato alla Berlinale nel 2011 nella sezione Prospettive del Cinema Tedesco  e poi in concorso a Cannes; e Angelo, presentato al festival di Toronto.

  • Data di uscita: In definizione in Italia per il 2026; in Germania e Austria a fine aprile 2026.
  • Genere: dramma; in bianco e nero.
  • Durata: 93′
  • Anno: 2026
  • Paese:  Austria, Germania
  • Produzione: Schubert, Wien, Austria – ROW Pictures, Leipzig, Germany
  • Distribuzione: The Match Factory, Köln, Germany