Come può un’intera comunità elaborare collettivamente un colossale trauma che con violenza l’ha improvvisamente travolta? La valle dei sorrisi è l’ultimo film del regista barese Paolo Strippoli presentato Fuori concorso all’82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

L’ex campione di judo Sergio Rossetti (Michele Riondino) si trasferisce a Remis, un paesino sperduto in mezzo alle montagne dove tutti sembrano perennemente felici, per insegnare come professore di ginnastica. Fin da subito si capisce che il nuovo prof stia affrontando dei fantasmi provenienti dal passato e affoga il proprio dolore nell’alcool, ma allo stesso tempo si capisce anche come ci sia qualcosa che non va nella cittadina. Dall’incontro con Michela, una ragazza del posto, il protagonista scoprirà il segreto che unisce gli abitanti di Remis: una notte a settimana si riuniscono per abbracciare Matteo Corbin, un quindicenne che ha il potere di assorbire in qualche modo il dolore altrui. Il rapporto tra il professore e il suo alunno si evolverà in maniera tale da determinare la fine del piccolo borgo, poichè, come in un classico coming of age, l’adolescente si ribellerà alle regole a lui imposte e si rifiuterà di far proprio il dolore che invade la città.

Remis qualche anno prima era stata teatro di una tragedia: il deragliamento di un treno ha causato un terribile incidente. Tra chi era su quel treno, chi ha aiutato nella ricerca e nel recupero dei sopravvissuti e dei cadaveri di quelle vittime che avevano perso la vita e chi ha anche solo assistito da fuori alla catastrofe, il vulnus e il trauma afflitti ai residenti sono notevoli e tangibili. Nell’impossibilità di gestire quel dolore lancinante la scelta, però, che viene presa fu quella di scaricare su un bambino la sofferenza, la pena e il lutto provati: il ricordo rimane, ma non fa più male. Almeno fino a quando quello stesso ragazzo che per anni era stato usato come discarica dei brutti sentimenti si ribella.

La valle dei sorrisi è una pellicola che si colloca nel genere horror, riesce a creare e a mantenere nello spettatore un sentimento di inquietudine fin dalle prime scene facendo, soprattutto, pesare la ridondanza del voler apparire perfetti, ma, soprattutto felici.