L’arte tra alberi, fiori e frutti

Ottantacinque artisti alla Casa Museo Sartori di Castel d’Ario

La Casa Museo Sartori di Castel d’Ario (Mantova), dopo la forzata chiusura imposta dalle misure di sicurezza per fronteggiare il Coronavirus, finalmente annuncia l’apertura (dal 6 al 27 settembre) della rassegna Vegetalia tra alberi, fiori e frutti” curata da Arianna Sartori, cui si deve anche la cura del catalogo. Intorno a questo suggestivo tema sono stati invitati ottantacinque artisti per una “collettiva” – ideata da Adalberto Sartori – ricca di svariate suggestioni e diversi approcci creativi. Si tratta di un vero inno alla bellezza e al tripudio cromatico della natura, in cui gli artisti riflettono i propri sentimenti e le proprie fantasie.

Le opere raffigurano paesaggi incontaminati, reali o fantastici, e paesaggi inquinati. Nelle tele scorgiamo le colline toscane, la Lessinia, i colli euganei, le rive dei fiumi Po, Mincio e Adige, il Lago Maggiore e di Ledro; boschi, grandi alberi e alberi spogli, platani, salici, betulle, glicini, ulivi di Puglia, pini marittimi, fichi d’India, frutteti e vigneti, e poi pianure, campi fioriti e giardini all’italiana, omaggi a Castel d’Ario e a Monzambano; ma troviamo anche la denuncia degli incendi in Australia, dell’Amazzonia Zero o il Berkshire’s foliage. Vi sono un tripudio di vasi e composizioni con fiori: rose, camelie, stelle di Betlemme, passiflora, bardana maggiore, garofani, iris, gerani, germogli e nature morte, ovvero abbondanti composizioni di frutta, mele, pere, ciliege, limone, uva, banane, melograni, noci, peperoni, cavoli, zucche e peperoncini …

L’offerta per il visitatore è ricca di proposte, sia per le varie interpretazioni dei soggetti presentati, con stili molto diversi gli uni dagli altri, che per le varie tecniche utilizzate per la loro realizzazione: dipinti ad olio, acrilico, smalto, tempera, acquerello, chine, gessi a olio, acquaforte, acquatinta, monotipo, collage, foglia oro, stampa digitale, pannelli e sculture in acrilico termoformato, legno, nastri, carta, terracotta, ceramica.

Romilio Nicola – Maggio 2019, olio su tela, cm 80×100

Gli artisti (22 donne e 63 uomini), nati tra il 1908 e il 1981, provengono per nascita o residenza, dall’intero territorio nazionale e anche dall’Inghilterra, Svizzera e Libano, e presentano ciascuno un’opera significativa che rispecchia le peculiarità della propria espressione artistica e spesso anche del territorio in cui vivono.

Nel linguaggio comune, si dice pianta un organismo vegetale costituito da radici, fusto e foglie, eventualmente anche da fiori e frutti; questa definizione è spesso usata come sinonimo di albero, rispetto a cui ha tuttavia significato più ampio comprendendo anche gli arbusti e le erbe. In botanica sono considerati piante i vegetali con pareti cellulari tipicamente costituite di cellulosa.

La mostra, attraverso le interpretazioni date dagli artisti, ovviamente diverse sia per approccio al tema che per soluzioni stilistiche e formali, vuole sottolineare anche come il vegetale, oltre al suo valore “materiale”, abbia avuto ed avrà sempre per l’uomo valore culturale, legato ai significati e agli emblemi che assume proprio riguardo alla creazione artistica, che da esse trae ispirazione. Come per la pittura (dai paesaggi di Cima da Conegliano e di Giorgione fino ai Girasoli di Van Gogh), per la musica – basterebbe pensare alla sinfonia Pastorale di Beethoven o oppure a Grazie dei fiori di Nilla Pizzi, o ancora a Fiori rosa, fiori di pesco di Battisti; per la letteratura: da “l’albero a cui tendevi / la pargoletta mano” di Carducci o ai Fiori del male di Baudelaire. Non solo, ma come scrive ancora Sartori, “che le religioni, le tradizioni e la letteratura e il business hanno portato qualche frutto all’attenzione generale: l’albero con la mela di Adamo ed Eva, le mele delle Esperidi, il monte degli ulivi, la mela di Newton, i dipinti dell’Arcimboldo, la mela di Biancaneve e i sette nani, gli spinaci di Bracciodiferro, le pozioni magiche di Asterix”.

Gualtieri Ulisse – Composizione, 2019, acrilico su tela, cm 80×80

I lavori raccolti in questa edizione sono stati realizzati a partire dagli anni ’60 del secolo scorso fino ai nostri giorni da Acerbo Domenico, Achilli Ernesto, Alatan Anna Rita, Baglieri Gino, Baldassin Cesare, Bedeschi Nevio, Bellomi Federico, Bianco Lino, Bolis Maria Teresa, Bongini Alberto, Brambilla Maurizio, Businelli Giancarlo, Capraro Sabina, Carradore Vittorio, Castagna Angelo, Castaldi Domenico, Cattaneo Claudio, Chieppa Manlio, Cibi, Ciotti Valeria, Coccia Renato, Colombo Maria Anastasia, Costanzo Nicola, Cropelli Fausta, Dall’Acqua Mario, D’Amico Antonio, Della Valle Marcello, De Luigi Giuseppe, Denti Giuseppe, Desiderati Luigi, Fabri Otello, Faccioli Giovanni, Ferri Massimo, Garuti Giordano, Gentile Domenico, Ghidini Pier Luigi, Ghisleni Anna, Gnocchi Alberico, Guala Imer, Gualtieri Ulisse, Keith Rosalind, Lo Presti Giovanni, Luchini Riccardo, Mafino Beniamino, Mantovani Gianni, Merik Milanese Eugenio Enrico, Moccia Palvarini Anna, Molinari Mauro, Montini Danilo, Morelli Guido, Mori Giorgio, Morselli Luciano, Nastasio Alessandro, Negri Sandro, Nigiani Impero, Paggiaro Vilfrido, Paolini Parlagreco Graziella, Parmiggiani Alessandra, Pastorello Gianguido, Pauletto Mario, Pauletto Tiziana, Peretto Enrico Dennj, Piaser Egle, Pirondini Antea, Prinetti Silvana, Rampinelli Roberto, Restelli Lucilla, Rezzaghi Teresa, Romani Maurizio, Romilio Nicola, Rossato Kiara, Rossi Giorgio, Rostom Camelia, Rovati Rolando, Sebaste Salvatore, Settembrini Marisa, Somensari Anna, Somensari Giorgio, Spazzini Severino, Tambara Germana, Venditti Alberto, Viviani Vanni, Zanetti Enzo, Zangrandi Domenico, Zitelli Fabrizio.