martedì, Agosto 4, 2026
Home Cinema Festa del Cinema di Roma 2024 ”Modì – Tre giorni sulle ali della follia” di Johnny Depp

”Modì – Tre giorni sulle ali della follia” di Johnny Depp

Modì – Tre giorni sulle ali della follia” racconta alcuni importanti momenti della vita del pittore e scultore Amedeo Modigliani, nella Parigi del primo Novecento. Contestualmente viene tracciato un ritratto dell’articolata personalità dell’artista, incompreso dalla critica, vive alla giornata, di espedienti, seguendo la poesia del maudit Charles Baudelaire. Al suo fianco una donna, amata e rappresentata attraverso il filtro del burrascoso sentimento, Beatrice Hasting: il nome riporta Modì – così chiamato da tutti sulla Rive Gauche – alle atmosfere dantesche, di cui la sua memoria è intrisa.

Altri importanti personaggi sono due amici pittori, Chaïm Soutine e Maurice Utrillo.

Ma nella vita di Modigliani c’è anche la tubercolosi e il pensiero della morte – qui metaforicamente rappresentata come un “medico della peste”- che turba e impaurisce il protagonista.

Ad impersonare il pittore livornese è Riccardo Scamarcio, che non molto tempo fa, per la regia di Michele Placido ha vestito i panni di un altro genio dell’arte, Caravaggio.

I tratti in comune non mancano sia sul piano della recitazione sia in alcuni aspetti caratteriali condivisi tra i due protagonisti della storia dell’arte: Scamarcio sembra però più a suo agio nel nuovo ruolo, complice forse la pregressa esperienza.

Johnny Depp, regista alla sua seconda opera, è ancora legato allo stile di alcuni tra i più importanti cineasti con il quale ha a lungo condiviso il lavoro, primo tra tutti Tim Burton.

Alcune sequenze della pellicola, infatti, si avvicinano al genere horror, creando angoscia nello spettatore, nonostante la loro messinscena sia grottesca tanto da far quasi ridere: l’influenza del regista di “Edward Mani di forbice” e “Dark Shadows” è lampante, ma è senza dubbio una componente apprezzabile e di pregio.

Lo stile di Depp risulta complessivamente composito, non lineare, a differenza di una esposizione della trama cronologicamente ordinata, interrotta solo da flashback. Purtroppo la non organicità finisce per disorientare, poiché la pellicola non intraprende una vera e propria direzione, né narrativa né estetica. Lodevole è senza dubbio l’accento posto sul legame tra l’artista e la letteratura, così come la riflessione sul convivere di uno spirito costruens e destruens, forse un approfondimento più completo sulle opere avrebbe dato ulteriore lustro al film, nella sua totalità ben realizzato.

Il lungometraggio, presentato alla 19ª edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public, sarà disponibile nelle sale italiane dal 21 novembre.