A 70 anni dalla nascita, Francesco Lettieri dedica un docufilm all’indimenticabile Pino Daniele. L’opera racconta delle multiple radici musicali dell’artista, ma anche della sua vita, caratterizzata da una costante voglia di sperimentare, e purtroppo dalla malattia cardiaca, attraverso le voci di artisti, amici e familiari.
Ne viene fuori un ritratto completo, ricco di particolari nuovi, che in ordine cronologico analizzano i brani musicali in relazione con il contesto storico, politico e sociale del momento in cui sono stati composti.
Parallelamente si mette in evidenza il valore della componente testuale e di quella musicale dei vari album, con una particolare e gradevole scelta artistica: rappresentare alcuni pezzi dando vita alle parole, mediante dei videoclip, o meglio – come suggerito da Enzo Avitabile – dei “mini cortometraggi”. Ecco, quindi, che Cammina cammina, Chillo È Nu Buono Guaglione, Quanno Chiove e ‘O ssaje comme fa ‘o core da musica si fanno immagine, ogni clip pone al centro una tematica sociale come la solitudine, l’identità di genere, la prostituzione e i rapporti umani.

Immancabile, inoltre, un video costruito su Napule è, anche se forse la collocazione in chiusura di questo brano giovanile, seppur amatissimo, non rende giustizia alla raffinata ricerca musicale di Pino verso generi quali jazz, funk o blues, ed effettivamente risulta una scelta per certi versi già vista.
Colpisce che gli argomenti più difficili siano stati trattati oltre quarant’anni fa, e sempre con naturalezza, senza sottolineare quanto si stesse effettivamente cercando di infrangere un tabù.
Tra gli intervistati, dal giornalista Federico Vacalebre, alcuni componenti della band dello storico concerto del 1981 in Piazza del Plebiscito a Napoli (James Senese, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito e Tullio De Piscopo) e molti altri artisti, italiani e internazionali, con cui Pino ha collaborato, quali Eric Clapton, Pat Metheny, Chick Corea, Jovanotti e Loredana Bertè, oltre a personaggi dello spettacolo come Rosario Fiorello.
Interessante anche la presenza di un brano inedito, registrato in concomitanza con l’album Vai mo’ (1981), Tien ‘mmano, riscoperto dal figlio Alex grazie a una ricerca nell’archivio della fondazione dedicata all’artista scomparso nel 2015.
Un film da vedere nelle sale il 31 marzo, 1 e 2 aprile, per approfondire la figura di uno dei musicisti più caratterizzanti dell’Italia a partire dalla fine degli anni ‘70.












