Reduce dal successo ottenuto l’anno scorso con la rilettura delle Baccanti di Euripide, Andrea De Rosa torna a collaborare con il Teatro Stabile di Napoli, firmando uno spettacolo nuovo di zecca. Con E pecché? E pecché? E pecché?, Pulcinella in Purgatorio, in prima nazionale il 17 gennaio 2019 al Teatro San Ferdinando di Napoli e previsto in replica fino a domenica 27, il regista partenopeo si sofferma con ironia e disincanto su uno dei tratti più peculiari della “filosofia” popolare napoletana, ben incarnata dai tic e i lazzi della sua maschera multisecolare più famosa.

«Partendo da una scrittura originale di Linda Dalisi – sottolinea De Rosa – abbiamo immaginato un luogo di passaggio, abitato da una moltitudine di esseri uguali e diversissimi, tanti Pulcinelli, tante Pulcinellesse, come in uno dei tanti quadri di Tiepolo, un purgatorio segnato da un “al di qua”, in cui si sta con l’orecchio teso a carpire i suoni di un “al-di-là”, una sotterranea stazione in perenne attesa di un segnale di salvezza che non arriverà mai».

«Di fronte a questo eterno e insensato silenzio – prosegue il regista napoletano – Pulcinella continua ostinatamente a chiedere “E pecché?”, “E pecché?”, “E pecché?”, con un misto di rabbia, di superbia, di strafottenza, di incredulità e di sfida. Il silenzio è la voce del potere alla quale Pulcinella oppone da sempre la sua stridula vocina da pulcino».

Pulcinella insomma incarna quell’atteggiamento “sofistico” che a Napoli coincide con una sfiziosa e petulante pignoleria, quello “spaccare il capello in quattro” che, dopo aver sezionato e analizzato ogni dettaglio delle cose, non pare rivolto ad alcuna sintesi finale; una specie di “categoria dello spirito” indefinitamente sospesa. «Pulcinella è un filosofo sostanzialmente scettico – precisa De Rosa – il quale, per arrivare ad una ricomposizione avrebbe bisogno di un atto di fede, di una intuizione, di un atteggiamento di abbandono di cui non è capace. La sua straordinaria capacità di mettere in ridicolo il dogmatismo lo rendono un campione del popolo napoletano che in lui ritrova quella forza dionisiaca eruttiva e distruttiva, la cui massima espressione consiste nel mettere in dubbio qualsiasi cosa e il cui primo bersaglio è il dogma, il potere, in tutte le sue forme».

Una “napoletanità” irriverente e a tratti geniale, insomma, che grazie al suo atavico spirito critico mette in crisi ogni ordine costituito, esorcizza gli umani incerti attraverso l’ironia e lo sberleffo, fino a prendersi gioco della morte stessa.

La drammaturgia, come detto, è di Linda Dalisi;  gli interpreti Massimo Andrei, Maurizio Azzurro, Anna Coppola, Rosario Giglio, Marco Palumbo, Isacco Venturini. Le scene e i costumi di Simone Mannino, le luci di Pasquale Mari, il sound designer di G.U.P. Alcaro, i movimenti di scena di Isacco Venturini completano il cast tecnico dello spettacolo.

Info: teatrostanilenapoli.it

Biglietteria Teatro San Ferdinando tel. 081 292 030 e 081 291 878