Phillip (Brendan Fraser) è un attore disoccupato statunitense che qualche anno prima era arrivato a Tokyo per girare un buffo spot televisivo per un dentifricio. Non avendo amici o parenti negli USA che lo aspettavano, ha scelto di restare in Giappone. Ha trascorso circa 7 anni tra qualche ruolo minore e un provino dopo l’altro.
Un giorno viene convocato per interpretare un ruolo, ma non è quello che si immagina. Vestito in nero elegante, Philip viene fatto sedere in una stanza con una bara al centro, dove intorno persone piangono e commemorano il defunto. Al termine della cerimonia, il defunto si alza e ringrazia le persone intorno a lui: “Finalmente mi sono sentito come se meritassi di esistere”, dice con gratitudine, pronto a continuare la sua vita.
Rental Family, l’agenzia che ha reclutato Philip, si occupa di “famiglie a noleggio” o di noleggiare “attori”, uomini o donne per interpretare ruoli, o meglio controfigure, per persone sconosciute. Si “assumono” professionisti per chiedere scusa, come finti mariti, come fidanzati da presentare, …

Philip in cerca di un proprio spazio o senso di appartenenza accetta. Ed è così che gli si presentano i due ruoli più difficili della vita o carriera: interpretare il padre di Mia (Shannon Gorman), una ragazzina adolescente (la madre single ha bisogno di essere accompagnata da un uomo perché la figlia venga accettata in una prestigiosa scuola); e vestire i panni di un giornalista cinematografico interessato alla storia di Kikuo ((Akira Emoto) anziano attore giapponese semi-dimenticato (richiesta da parte della sua famiglia per offrire all’uomo ancora un momento di gloria). “Non devi essere tu quella persona” – gli dirà il suo nuovo capo Shinji (Takehiro Hira) – “devi solo aiutarli a entrare in contatto con ciò che manca”.

Brendan Fraser in RENTAL FAMILY. Photo by James Lisle/Searchlight Pictures. © 2025 Searchlight Pictures. All Rights Reserved.

Già in Family Romance, LLC (2019) il regista Werner Herzog si era occupato del fenomeno culturale giapponese
dell’industria delle famiglie a noleggio. La regista HIKARI (Tokyo Vice; 37 Seconds), pseudonimo di Mitsuyo Miyazaki, ha scritto con Stephen Blahut (37 Seconds) una commovente e coinvolgente storia che con delicatezza prova a spiegare quanto sia importante elaborare le proprie insicurezze o paure per cercare di realizzarsi.
In un Paese non avvezzo come l’Occidente a seguire percorsi terapeutici con psicologi, dove la solitudine è in crescita, non nascondersi o chiudersi in se stessi o negare, affittare sconosciuti per interpretare un ruolo che per loro è importante se non fondamentale diventa uno scopo per continuare ad apprezzare la vita. Rental Family cerca, e riesce, di mostrare in punta di piedi, senza giudicare, la vulnerabilità e la tenerezza di questo sistema.
A fare la differenza, a non rendere sdolcinata questa storia, c’è Brendan Fraser con la sua limpida delicatezza e sobrietà dà vita a quest’omone impacciato in cerca delle sue conferme esistenziali.

  • Data di uscita: 19 febbraio 2026
  • Genere: Drammatico
  • Durata: 103′
  • Anno: 2025
  • Paese: USA, Giappone
  • Produzione: Knockonwood, Sight Unseen
  • Distribuzione: The Walt Disney Company Italia