lunedì, Luglio 27, 2026
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Vittoria Aganoor, una leggenda dall’Oriente alla Belle Époque, in scena a Mansuè (TV)

La vita e la tragica fine della poetessa padovana nella suggestiva multivisione allestita da Teatrortaet

 

Sabato 25 giugno alle 21 nella piazza Dall’Ongaro di Mansuè – comune trevigiano sul cui territorio, nella frazione di Basalghelle, si trova villa Aganoor – Alessandra Brocadello e Carlo Bertinelli metteranno in scena ‘Vittoria Aganoor. Una leggenda dall’Oriente alla Belle Époque‘, spettacolo scritto da Carlo Bertinelli e diretto da Toni Andreetta.

Il testo, composto nel centenario della morte della poetessa padovana, percorre gli ambienti veneti in cui essa visse, prima di sposare Guido Pompilj: Padova, Venezia, la villa di Basalghelle. L’ispirazione da cui nasce lo spettacolo viene da una lettera, scritta da Vittoria nel 1895, prima di conoscere quello che sarà il suo futuro marito, in cui manifesta il desiderio di acquistare una casa sul Canal Grande che si trova vicino al palazzo di famiglia veneziano, in cui una coppia di amanti si era uccisa per amore. Quella lettera rivela un segreto rimasto a lungo celato: il patto tra i due sposi di non sopravvivere l’uno all’altro. Infatti Guido, poche ore dopo la morte della moglie, si tolse la vita il 7 maggio 1910.

Lo spettacolo mette in parallelo la vita dei due coniugi svelando gradualmente l’ultima tragedia romantica della Belle Époque attraverso flashback che delineano la vita della poetessa e la cronaca di quella terribile notte. Fa da cornice narrativa una storia contemporanea, in cui una giovane artista d’oggi, a Venezia per una mostra, si mette in sintonia con lo spirito della contessa di origini armene, colloquiando settimana dopo settimana con un cameriere davanti a un calice di vino. Vittoria Aganoor e la cliente del caffè veneziano sono interpretate da Alessandra Brocadello, mentre Carlo Bertinelli veste i panni del marito deputato Guido Pompilj, dell’istitutore poeta Giacomo Zanella, dello scienziato e amico di famiglia Almerigo da Schio, del poeta Domenico Gnoli, direttore della biblioteca di Roma, e del cameriere veneziano.

La spettacolare multivisione di Francesco Lopergolo si avvale di foto originali di fine Ottocento, didascalie esplicative dei vari momenti, voci fuori campo, musiche e suoni.