Negli spazi espositivi del Palazzo del Monte di Pietà a Padova sono ospitate le opere di 17 giovani artisti cinesi accumunati dalla tecnica fotografica, dal citazionismo e dalla raffigurazione di un’alienazione tipicamente contemporanea.
Lo sviluppo accelerato che la società cinese ha subito negli ultimi decenni ha investito in pieno un’intera generazione di artisti nati nei primi anni ’70, i quali, abbandonate le rigide regole accademiche, cercano una nuova strade nel realismo fotografico.
I modelli delle opere in mostra sono spesso delle vecchie foto storiche, come la serie su Mao dipinta in un bidimensionalismo irreale da Shi Xinning, o quelle che hanno ispirato i quadri dalle tendenze più astratte di Li Songsong.
Altre volte l’ispirazione è data da foto pubblicitarie, oppure da vecchi manifesti dall’iconologia tipicamente comunista, mescolati a immagini di modelle e ad opere della Cina antica come in Wei Guangqing. Anche cinema e televisione giocano un ruolo importante, contribuendo a formare un universo visivo di riferimento unico per tutti questi pittori, che pure non fanno parte di una corrente pittorica in senso stretto, in quanto lavorano separatamente, spesso senza conoscere l’uno il lavoro degli altri.
Questi artisti guardano al loro paese con sguardo sociologico: le opere possono essere viste come una serie di ritratti del popolo cinese al passaggio del millennio. Le donne bellissime ma dallo sguardo vuoto e sperduto, che fumano per dichiarare la propria modernità sono l’immagine più chiara di un popolo in piena crisi d’identità. Abbandonate le tradizioni secolari e venuta meno anche gran parte dell’ideologia comunista, la Cina guarda sempre di più ad Occidente, sia nell’arte che negli stili di vita, senza riuscire a trovare un nuovo punto di equilibrio.
La cultura europea viene rivisitata prevalentemente in chiave critica ed ironica, come nel ritratto di gentiluomo rinascimentale con la testa di Joe Camel di Zhou Tiehai. Ma di una certa cultura occidentale della crisi le loro opere riprendono gran parte dei temi: il conflitto tra individuo e collettività, l’incapacità di comunicare dell’uomo moderno, la maschera che ci viene imposta dalla società e la crisi di valori che provocano alienazione e solitudine.
Una ragione, unita alla notevole capacità tecnica degli artisti cinesi, che spiega il grande successo che essi stanno riscotendo anche da un punto di vista del mercato.
In un momento in cui nel nostro paese la Cina è diventata oggetto di conversazione quotidiana, questa mostra regala senz’altro uno sguardo diverso su una società. Un’occasione per superare concezioni basate su stereotipi esotici e per conoscere un po’ di più questo grande paese, scoprendo magari affinità inattese.
CINA: PITTURA CONTEMPORANEA
Padova, Palazzo del Monte di Pietà, Piazza Duomo 14
Orario: da martedì a domenica 9.30–13 e 15.30–19
Ingresso libero
Catalogo: Damiani Editore, € 55
Ufficio stampa: STUDIO PESCI
Curatori: Vittoria Coen
Info: +39 0498204501
ferrettimp@comunepadova.it
http://padovacultura.padovanet.it/stampa
dal 20 marzo al 22 maggio 2005








