mercoledì, Luglio 29, 2026
Home News Teatro La mappa inedita di “Mondo Nuovo” al nono Festival Internazionale di danza...

La mappa inedita di “Mondo Nuovo” al nono Festival Internazionale di danza contemporanea della Biennale di Venezia

Le anteprime di alcuni spettacoli sono in programma con la vernice della Biennale Architettura il 5 e 6 giugno. Al coreografo americano Steve Paxton il Leone d’oro alla carriera assegnato per quest’edizione del Festival

La danza è un virus, il luogo della trasmissione del gesto, dove dialogano il corpo e la comunità. Mondo Nuovo – gesto, luogo, comunità è un’inedita geografia antropologica di sentieri e risonanze, la risposta positiva degli artisti invitati al 9. Festival Internazionale di Danza Contemporanea, diretto da Virgilio Sieni e realizzato in collaborazione con la Fondazione Prada, che si svolgerà a Venezia dal 19 al 29 giugno.

È un Festival che dà vita a camminamenti e aperture nella città, in cui sono dislocati spettacoli e creazioni, composizioni di una storia biologica del corpo, che rompe i confini arbitrari verso la riconquista delle proprie possibilità infinite. 42 titoli, di cui 28 in prima assoluta e 9 in prima italiana, tutte proposte studiate associate a luoghi, dettagli di opere, persone e comunità.

Gli artisti sono coinvolti in molteplici progetti sia di ospitalità, Aperto, che di commissione – Aura, Invenzioni, Prima Danza – da cui nasceranno nuove opere pensate a Venezia. Crescono nuove dimensioni sulle tracce del Leone d’oro alla carriera attribuito a Steve Paxton e quello d’argento a Michele Di Stefano della compagnia mk.

In coincidenza con la vernice di Architettura – il 5 e 6 giugno – alcune della anticipazioni di spettacoli che debutteranno in forma compiuta all’interno del Festival, saranno programmate alle Corderie dell’Arsenale in occasione della 14. Mostra Internazionale. Si vedranno i primi Appunti del Vangelo secondo Matteo, un progetto speciale di Virgilio Sieni che debutterà in forma definitiva al Teatro alle Tese nei primi tre week end di luglio, e si svolgeranno le azioni coreografiche di Michele Di Stefano, Roy Assaf, Luisa Cortesi, Marina Giovannini, Cristina Rizzo, Giuseppe Comuniello, Virgilio Sieni, Kinkaleri.

La rassegna Aperto è dedicata agli spettacoli ospiti del Festival, tutti in prima mondiale o in prima per l’Italia. Lines del giapponese Saburo Teshigawara sarà sul palcoscenico del Teatro Malibran il 19 giugno, insieme alla danzatrice Rihoko Sato e alla violinista Sayaka Shoji. Alla sua nuova danza fa da contraltare la secolare tradizione coreutica giapponese del Kamigata-mai con Keiin Yoshimura, che presenta il dittico intitolato Wa no kokoro, ovvero Lo spirito dell’armonia (26 > 29 giugno, Palazzo Grassi). Per la prima volta in Italia, Laurent Chétouane presenta Sacré Sacre du Printemps (21 giugno, Teatro alle Tese), inscrivendo la partitura di Stravinskij nella musica del compositore contemporaneo Leo Schmidthals. L’artista tunisino Radhouane El-Meddeb in prima italiana alla Biennale, nel suo nuovo spettacolo Nos limites (25 giugno, Teatro alle Tese), si misura sulla disabilità con due artisti circensi. D’après une histoire vraie (27 giugno, Teatro Piccolo Arsenale, prima nazionale) di Christian Rizzo, propone i balli folkloristici che l’artista ha visto ad Istanbul. Enzo Cosimi, fra i maggiori rappresentanti della danza italiana, riserva al Festival la prima assoluta di Sopra di me il diluvio (20 e 21 giugno, Teatro alle Tese), un’indagare sul rapporto uomo – natura nella società contemporanea. Raffaella Giordano è presente al Festival in coppia con la danzatrice e coreografa Maria Muñoz, con cui firma l’universo gestuale de L’incontro (24 giugno, Teatro alle Tese), il nuovo spettacolo in prima italiana. L’israeliano Roy Assaf è autore e interprete del dittico Six years later (24 giugno, al Teatro alle Tese, prima nazionale), un duetto con Hadar Yunger Harel, che disegna lo sviluppo di una relazione di coppia sospesa tra passato e presente, e The Hill (25 giugno, Teatro alle Tese), un trittico al maschile, con Shlomi Bitton e Igal Furman, in cui si evocano tempi e luoghi di violenza. Sweat baby sweat (26 giugno, Teatro alle Tese, prima nazionale) di Martens è un corpo a corpo sull’amore divorante fra un uomo e una donna. Per la prima volta alla Biennale Danza, Jonathan Burrows, per 13 anni danzatore e coreografo del Royal Ballet, e il compositore Matteo Fargion presentano la visione musicale Body Not Fit To Purpose in prima assoluta (19 > 22 giugno, Palazzo Grassi). I nuovissimi Dewey Dell. (la coreo-artista Teodora Castellucci, il compositore Demetrio Castellucci, il disegnatore luci e scenografo Eugenio Resta, l’assistente alla coreografia Agata Castellucci) alla Biennale presentano Marzo (28 giugno, Teatro alle Tese), primo lavoro in cui la compagnia affronta la narratività e si avvale della collaborazione del fumettista e artista visuale Yuichi Yokoyama e il drammaturgo Kuro Tanino. A tre mesi dal debutto tedesco arriva in Italia Hunter (28 giugno, Teatro alle Tese), il nuovo spettacolo di Meg Stuart, autrice di importanti improvisation projects, con cui esplora il proprio corpo danzante in una serie di autoritratti. La ricerca del coreografo americano Steve Paxton, Leone d’oro alla carriera del 9. Festival Internazionale di Danza Contemporanea, è presentata con Bound (20 giugno, Teatro Piccolo Arsenale): una successione di episodi, interpretati dal danzatore sloveno Jurij Konjar, in un processo di accumulazione quasi numerica.