sabato, Luglio 25, 2026
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”Conclave” di Edward Berger

Ralph Fiennes stars as Cardinal Lawrence in director Edward Berger's CONCLAVE, a Focus Features release. Credit: Courtesy of Focus Features. © 2024 All Rights Reserved.

Presentato nella sezione Grand Public alla Festa del Cinema di Roma, il nuovo film di Edward Berger racconta ciò che succede a porte chiuse, tra le mura affrescate e antiche del Vaticano: alla morte del Papa, il Decano Joe Lawrence (Ralph Fiennes) deve supervisionare il conclave che decreterà l’elezione del nuovo pontefice. Il soggetto è tratto dall’omonimo romanzo di Robert Harris.

Le finestre vengono serrate, le porte sbarrate, la stanza del defunto Santo Padre sigillata: i cardinali restano isolati – unica eccezione alcune suore che si occupano di mansioni pratiche – schierati in fazioni che propendono per il trionfo del liberale cardinal Bellini (Stanley Tucci) o del reazionario Tedesco (Sergio Castellitto), o ancora del conservatore Adeyemi o dell’inglese Tremblay (John Lithgow). Si tratta infatti di una vera e propria guerra, dove i giochi di potere dettano le dinamiche, sempre più complesse.

Gli scrutini, giorno dopo giorno, si svolgono presso la Cappella Sistina: gli equilibri cambiano, la tensione cresce, la vera natura di ogni membro della Curia emerge. Lo sfondo psicologico è quello di un organo in crisi, spezzettato da fratture interne e idee sul futuro estremamente divergenti tra loro. Lo spettatore dunque conosce i dubbi, le paure e le aspirazioni di tutti i personaggi, caratterizzati in maniera molto profonda.

La trama tiene l’attenzione sempre viva, in un crescendo costante, che sfocia però in un finale forse un po’ troppo azzardato. Inoltre, i dialoghi tra Lawrence e monsignor Ray, che gli comunica alcune notizie dall’esterno, alimentano maggiormente la curiosità, perché il fruitore stesso del film si trova mentalmente intrappolato tra i confini della Domus Sanctae Marthae.

La pellicola è dunque un thriller, con elementi di filosofia etica, caratterizzato da una splendida fotografia di contrasti luce-ombra e un uso metaforico del colore rosso. I movimenti di macchina sono eleganti, spesso lenti e mai iperbolici, per favorire la suspense. La recitazione stessa – in particolare la memorabile interpretazione di Fiennes – è accompagnata da gesti simbolici; anche i primi piani raccontano molto delle emozioni dei personaggi. Solo Tedesco e Suor Agnes (Isabella Rossellini) sono meno caratterizzati psicologicamente, ma il loro apporto ha un forte impatto sia sulla linea narrativa sia sul coinvolgimento degli spettatori: sono la cifra volutamente più teatrale del film, il primo sembra quasi ispirato all’epoca barberiniana, anche nella fisionomia.

In conclusione si tratta di un’opera particolare, da non perdere, in sala dal 19 dicembre.