Il tema: la natura. La location: una galleria. Questa non è la collezione di un museo di scienze naturali, ma è la grande antologica che la Galleria d’arte Moderna Palazzo Forti di Verona dedica dal prossimo 15 ottobre al 29 gennaio ad Alik Cavaliere: il grande scultore italiano morto nel 1998 che ha saputo fondere e confondere l’arte con la vita e la vita con l’arte.
Ampie sale, allestite con oltre 80 lavori, costituiscono un magico labirinto che coinvolge lo spettatore sia psicologicamente sia fisicamente perché Alik ha voluto ricreare uno spazio ben più profondo di una semplice foresta fatta di alberi, ha riprodotto un viaggio tra i luoghi della mente, un percorso segreto, nel “giardino della memoria”…. Ed è proprio qui, tra questi cespugli, tra questi alberi tutti fusi in bronzo che la nostra mente inizia il suo lungo cammino, un itinerario tra simboli e metafore evocati da questi oggetti senza tempo.
Formatosi alla scuola di Giacomo Manzù e di Marino Marini, cui successe alla cattedra di scultura all’Accademia di Brera, egli ebbe un ruolo di primo piano nella didattica, nel magistero e nella promozione culturale ed artistica del capoluogo lombardo. Iniziò ad esporre nel 1945; le sale personali alla Biennale di Venezia nel 1964 e nel 1972 sancirono la sua affermazione a livello internazionale.
La rassegna di Palazzo Forti si sviluppa secondo un itinerario antologico che include otto straordinari e complessi allestimenti come Apollo e Dafne (1971), I processi (1972), La stanza di Pigmalione (1986-87), Le riflessioni di Narciso (1988), L’Orlando Furioso (1994-96) e diversi cicli di opere plastiche: Giochi proibiti (1958-59), Le metamorfosi (1959), il viaggio-racconto di Gustavo B.(1960-62), i Cespugli (anni 60 e 80), W la libertà (anni 70), la serie degli alberi (anni 90) e delle Donna corteccia (anni 90), per citarne alcuni.
Di fronte alle immagini plastiche di Cavaliere riaffiorano dal fondo della nostra coscienza suggestioni espressioniste, surrealiste, dada reinterpretate con assoluta libertà e magia; egli è un “affabulatore”, un narratore di storie e racconti, che lavora sulla memoria per creare nel groviglio della materia percorsi e viaggi al confine del sogno e dell’immaginario.
Le processioni di figure aliene, sgretolate e scorticate, corrose quasi dalla vita e dai suoi eventi, non possiedono l’angoscioso e straziante Urschrei dell’Espressionismo tedesco, non l’intento violentemente parodistico e dissacrante, nè tanto meno la disfattista e nichilista rinuncia dada. L’ironia dell’artista si stempera in una malinconia struggente e silenziosa, quasi metafisica: figure che s’incamminano barcollanti e incerte verso la città, alla ricerca del prossimo o di un possibile rapporto con la natura; tronchi surreali con improbabili frutti sospesi, figure che si cercano in ambigui specchi, manichini inseriti in complessi allestimenti scenografici. Cavaliere ci offre una visione poetica pervasa da un umorismo quasi pirandelliano, da un “sentimento del contrario”, mai pessimisticamente rinunciatario.
Dalle Metamorfosi (1959), al racconto-viaggio di Gustavo B., uomo senza qualità ordinario e comune, alle figure mitologiche, ai nidi di rose ingarbugliate sotto gabbie-prigioni, la tensione drammatica della vita stessa vuole esplodere, trovare un varco, un abbozzo di braccia e mani tesi al cielo. E’ questa concezione fortemente vitalistica della materia, questa necessità del mutamento vitale ed esistenziale a salvare le rappresentazioni di Alik dall’abisso dell’incomunicabilità e del soliloquio. Nelle infinite sperimentazioni di materiali (ferro, resina, bronzo, alluminio, vetro, cristallo, ceramica, fili metallici, stoffa) e tecniche rappresentative (dalle sculture agli allestimenti scenografici e ambientali), l’artista dimostra il suo costante impegno artistico, umano e sociale in favore di un’arte che è essenzialmente vita e, in quanto tale, dramma, tensione, sforzo di comunicazione, bisogno di condivisione e coinvolgimento psichici e fisici.
Alik Cavaliere. Racconto_Mito_Magia
Galleria d’Arte Moderna Palazzo Forti
Via A. Forti, 1 – 37121 Verona
Tel. 045-8001903 Fax 045-8003524
16 ottobre 2005 – 29 gennaio 2006
Orari: da martedì a domenica 9:00-19:00
(chiusura biglietteria ore 18:00)
chiuso il lunedì e il 1 gennaio
Biglietti: intero: 5 euro, ridotto: 4 euro
ridotto speciale: 3 Euro gruppi di studenti classi scuole elementari,
medie e superiori tra i 8 e i 19 anni.
gratuito: bambini minori di 8 anni accompagnati da adulti,
insegnanti accompagnatori delle classi, disabili e accompagnatore
Ufficio Stampa Palazzo Forti: tel 045/8001903
palazzoforti.press@comune.verona.it
INFO: www.palazzoforti.it
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