“Dogtown and z boys” di Stacey Peralta

La storia vera degli Z-boys

A metà degli anni settanta in un quartiere di Los Angeles tra Santa Monica e Venice Beach nacquero gli Z-Boys, una banda di skater che mescolando tecnica da surfisti, ormoni giovanili e uno spirito vagamente anarchico, ridefinì il ruolo della tavola a rotelle nella società di quegli anni.

Il regista Stacey Peralta era uno di loro e con questo documento forse troppo di parte, rende omaggio ai suoi giorni di gloria. La storia vera dei Z-boys “doveva” diventare un film: un gruppo di adolescenti del degradato quartiere di Dogtown, si trasformano in campioni, e da superstar, rivoluzionano il mondo dello skate, lo mandano letteralmente al’aria trasformandolo da piatto a verticale correndo su muri come onde , invadendo le piscine vuote dei ricchi per farne campi d’allenamento, piegando il cemento a folli acrobazie e affrontando con eleganza e stile ogni salto. Era l’inizio degli sport estremi e un fenomeno spontaneo di cultura alternativa, che univa arte, musica, moda: se ne ritrovano gli influssi ancor oggi, dalla grafica al mondo degli X-games. Stacey Peralta di quella storia è geloso: l’ha vissuta in prima persona, è uno dei tre leader carismatici del gruppo(insieme a Tony Alva e Jay Adams), vincitore del campionato del mondo, un idolo di copertine sui giornali per teenager.

Corteggiato per anni dagli studios, per i diritti, decise che prima di venderli avrebbe dato la sua vwersione dei fatti, visto che, lasciate le gare, aveva scoperto un’altra passione: la regia. Con i pochi soldi e moltissimo materiale a disposizione di prima mano, 5 anni fa ha girato il documentario Dogtown and Z-boys, spopolando immediatamente. Grazie alla Fandango è possibile vederlo in Italia in contemporanea con il film “Lords of Dogtown”, anche quello ispirato alle vicende del trio e scritto dallo stesso Peralta. Stacey ha spinto la Sony a puntare su una registaCatherine Hardwicke: con lei tutto è stato più facile, poichè è cresciuta a Venice, dauna decina d’anni vive a Dogtown, diventata zona Trendy, è un’appassionata surfista e se la cava abbastanza bene anche sullo skate. In più, i due sono amici dagli anni ’80, quando frequentarono gli stessi corsi di recitazione. Peralta era anche convinto che l’esperienza di Catherine coi teenager (ha diretto anche “Thirteen) sarebbe stata utile per aggiungere sensibilità alla storia: “La mia paura” racconta Stacey “era che diventasse un film giovanilista o supermacho. Io l’ho pensato e scritto puntando sui caratteri dei personaggi”.

La Hardwicke sembra aver mirato proprio a quello, raccontando con uno stile scarno ed immediato l’ambiente dei tre ragazzi, la loro amicizia piena di rivalità, gli effetti distruttivi che l’immediato successo e i soldi ebbero sul loro rapporto e le loro scelte. “Dovevo immergere me stessa e i tre ragazzi scelti come protagonisti in quel clima, in quella cultura alternatigva ed espolsiva”. Li ha spogliati delle Nike rimpiazzandole con vecchie Vans, per tre mesi li ha fatti vivere a contatto con gruppi di giovani di Venice, poi li messi sotto l’ala protettiva del suo amico Tony Alva per addeastrarli sullo skate. Quando un giorno la Hardwicke salì su uno skate e in maniera maldestra vì capitolò frattumandosi uno zigomo, Peralta aggiunse: “..ora fai parte del team”.

Titolo originale: Dogtown and z boys
Nazione: U.S.A.
Anno: 2001
Genere: Documentario
Durata: 91′
Regia: Stacy Peralta
Sito ufficiale: www.sonyclassics.com/dogtown
Cast: Sean Penn (voce narrante), Jay Adams, Tony Alva, Bob Biniak, Paul Constantineau, Shogo Kubo, Jim Muir, Peggy Oki, Stacy Peralta, Nathan Pratt, Wentzle Ruml, Allen Sarlo, Jeff Ament, Skip Engblom, Glen E. Friedman, Tony Hawk, Jeff Ho, Henry Rollins, Craig Stecyk
Produzione: Agi Orsi
Distribuzione: Fandango
Data di uscita: 24 Giugno 2005