Il protagonista del romanzo è un ingegnere informatico trentenne, con l’incarico di tenere dei corsi in un ameno territorio di campagna, per la software house per cui lavora.
Il compagno di lavoro affidatogli dall’impresa è Raphaël Tisserand, un giovane ragazzo, perfetta compensazione delle abilità del protagonista: possiede infatti dialettica e abilità sociali, perfettamente in sintonia con la sola approfondita competenza tecnica di cui è equipaggiato il trentenne.
Il romanzo si concentra sul breve frammento di vita scelto dall’autore come punto di partenza per costruire un vero e proprio saggio sull’epoca contemporanea.
La storia del protagonista sembra solamente un’ancòra cui l’autore si aggancia per nuotare liberamente attorno al tema centrale della riflessione: può il liberismo economico riflettersi nel liberismo sessuale che connota la nostra epoca, e viceversa? Possono questi due grandi temi riflettersi nella vita degli uomini “medi” ? Sono in grado di influenzare e appiattirne le esistenze?
Nel protagonista freddo e cinico, estraneo alle comuni passioni umane, estraneo alla vita del mondo che lo circonda, troviamo il gelido chirurgo del quotidiano che esprime a voce alta il proprio disprezzo per il mondo e per il genere umano.
“In verità non c’è nulla che riesca a impedire il sempre più ravvicinato ritorno di quei momenti in cui la tua solitudine assoluta, la percezione della vacuità universale, il presentimento che la tua esistenza stia approssimandosi a un disastro doloroso e definitivo, si combinano per sprofondarti in uno stato di vera sofferenza. E tuttavia continui a non aver voglia di morire.“
Non c’è rassegnazione, non disperazione, non un velo di emozione si può cogliere nella voce narrante. Solo il freddo emettersi di suoni e pensieri, come se si fossero accese le casse di un computer e un software adatto leggesse con voce metallica il testo scritto.
A questo si contrappone la disperazione di Raphaël, il collega venticinquenne, la cui perfetta vita in ambito lavorativo si scontra contro una pessima ( inesistente? ) vita sentimentale e sessuale.
Dove può portare l’unione di cinismo, rabbia e disperazione ?
Dove può portare quest’ epoca di estensione del dominio della lotta, in contrapposizione al dominio della norma ( dove per norma si intende la legge )?
“ Il dominio della norma non vi era più sufficiente; non potevate più viverci, nel dominio della norma; e così vi trovaste a dover entrare nel dominio della lotta.”
Splendida opera, dove saggio e romanzo si uniscono perfettamente, senza forzature. Alla narrazione vengono dedicati paragrafi in forma descrittivo-narrativa, a cui si alternano, chiaramente separati, momenti di riflessione profonda e sapientemente esposta sulla situazione attuale del genere umano.
Questa oculata scelta di alternanza dei due generi è la stessa successivamente ripresa nel romanzo “Le particelle elementari” . La forma è qui fluida e scorrevole, rendendo la narrazione de “Le particelle elementari” quasi forzata e artificiosa, se messa a confronto.
E’ questo un romanzo di denuncia e polemica, con cui l’autore non potrà forse accattivarsi le simpatie della maggioranza, ma che non può non essere apprezzato come splendido romanzo dell’epoca attuale.
Michel Houellebecq, nato nel 1958, di formazione scientifica, ha esordito con un pubblico francese con la pubblicazione di una raccolta di poesie e del saggio “Lovecraft, contre le monde, contre la vie” ( 1991 ). Nel 1994 viene pubblicato “Estensione del dominio della lotta”, il suo primo romanzo.
Houellebecq Michel, Estensione del dominio della lotta, Bompiani, 2001, 152 pgg, euro 6.50.






