Serata conclusiva, quella di domenica 18 settembre, della quarta edizione del Festival Internazionale del Cinema d’Arte, dopo dieci giorni intensi di proiezione di opere partecipanti ai concorsi “Cinema d’Arte” e “Sottoventi” e proiezione di film fuori concorso, gli incontri con il Paese Ospite, la Finlandia e il Paese Gemellato, La Repubblica Ceca, con la proiezione di documentari, i concerti in omaggio al celebre compositore finlandese Jean Sibelius e al compositore ceco Dvoràk, con la collaborazione di Ambasciate e Consolati e l’intervento di rappresentanti Istituzionali.
Manifestazione che si propone ogni anno di promuovere l’Arte in ogni sua forma attraverso il linguaggio del cinema e creare legami tra culture diverse: questo il proposito del festival, condiviso anche dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha inviato in sua rappresentanza il Sottosegretario ai Beni e alle attività culturali l’On. Mario Pescante, il quale ha sottolineato l’importanza di diffondere la Cultura e l’Arte e congratulandosi per il nobile intento che la manifestazione si propone, in uno scenario ricco di bellezze artistiche come Bergamo. Il comitato organizzatore ha voluto ringraziare l’Onorevole Pescante con l’assegnazione del premio “Le Mura D’Oro”, realizzata dallo scultore orafo di fama internazionale Antonino Rando.Premio che è stato assegnato ai primi tre film vincitori del Festival dalla Giuria, la quale consegnerà anche un “Premio Speciale della Giuria” ad uno dei film in concorso.
Per il concorso “Sottoventi”, aperto ad opere a tema libero, inedite in Italia della durata massima di 20 minuti, viene consegnato il “Premio Speciale della Giuria” a “Male/Female” di Daniel Lang, proveniente dalla Germania, per la capacità di rappresentare in modo semplice, ma di forte impatto emotivo l’amore e la sua fisicità, al di là del tempo e dei suoi segni;terzo film classificato “Le Retour”, film francese di Marc Olivier Picron, che ha ritirato il premio consegnatogli dal Responsabile della Banca Popolare di Bergamo Dottor Eugenio Gualandris, per aver saputo offrire un commuovente viaggio nell’anima ferita di un uomo solo; dalla disperazione della gabbia dei ricordi alla libertà della sua infanzia; secondo film classificato “Ventre”, film italiano di Melo Prino, per la capacità di trasmettere in poche sequenze l’emozionante e sofferto viaggio dell’uomo prima della sua nascita; il Premio è stato ritirato dal produttore Francesco Pappalardo, consegnatogli dal Direttore del Festival Roberto Gualdi. Il primo premio “Le Mura d’Oro” è stato assegnato a “La Legenda del Espantapàyaros”, del Regista francese Marco Besas, per la capacità di dare vita ad un’opera di animazione in grado di emozionare e trasmettere un messaggio profondo e universale; il premio è stato ritirato dal produttore Juan Manuel Diaz, consegnatogli per la HERA Servizi Immobiliari, sponsor Ufficiale del Festival, dall’amministratore unico della Pittini Group, Dottor Oscar Pittini.
Per il Concorso “Cinema d’Arte”, concorso aperto ad opere inedite in Italia, realizzate su temi ed immagini del mondo dell’Arte, il “Premio Speciale della Giuria” è stato assegnato a “LEt Us Dance”, film svedese di Elisabet Gustaffson, che ha ritirato il premio consegnatogli dall’On. Arnoldi, osservatorio parlamentare per il Turismo. Terzo film classificato, per la capacità di ricostruire e offrire al pubblico una visione inaspettata della vita dello scrittore Gorge Orwell, è “Orwell Against the Tide”del regista inglese Mark Littlewood, che ha ritirato il Premio consegnatogli da Sua Eccellenza Prefetto di Bergamo Dottor Cono Federico. Per la capacità di trasmettere un ritratto intenso dell’uomo del bianco e del nero Adrian Frutiger, “Der mann von Scwarz und Weiss: Adrian Frutiger” film svizzero di Christine Kopp e Christph Frutiger, si aggiudica il secondo premio. Film vincitore del concorso, “Animal regard” del regista francese Bejamin Silvestre, che ha ritirato il Premio “Le Mura d’Oro” consegnatogli dal Console Generale di Francia a Milano Dottor Levi, per la capacità di dar vita al linguaggio del corpo dove l’attrazione e la paura dello sconosciuto si fondono in un continuo attrarsi e respingersi nello spazio e nel tempo.
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