martedì, Luglio 28, 2026
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I Vorticisti: artisti ribelli a Londra e New York, 1914 – 1918

Alla Guggenheim di Venezia dal 29 gennaio

Avanguardia anglo-americana coeva di cubisti e futuristi con i quali ha evidenti legami, si vede tornare alla ribalta grazie ad una interessante rassegna curata alla Fondazione Guggenheim di Venezia con il titolo “ I vorticisti, artisti ribelli a Londra e a New York 1914- 1918” visitabile fino all’11 maggio.

Il movimento dei vorticisti fu una effimera esperienza figurativa consumatasi nel breve periodo che va dal 1914 al 1918. Il gruppo nasce in Inghilterra e trova seguaci ed aderenti fra alcuni artisti americani di New York. I principale esponenti del movimento, protagonisti ora di questa originale rassegna sono l’artista editore Wyndham Lewis, fondatore di Blast la rivista del Great English Vortex, Edward Wadsworth, Lawrence Atkinson, Jessica Dismar.

La loro ideologia artistica trova rappresentazione significativa nelle circa cento opere che si snodano lungo il percorso espositivo, quadri, pitture, grafica stampe, in una panoplia di forme e colori trascinanti e violenti, costruzioni diagonali che attivano il corpo meccanico delle figure nei contrasti geometrici orientati in un dinamismo enigmatico. Se il padre fondatore ed ispiratore del gruppo è un letterato americano, Ezra Pound, grandi sono i debiti di questi vorticisti verso l’arte italiana, a partire dal termine con cui si autodesignano tratto da Ezra Pound da una citazione di Umberto Boccioni secondo il quale l’arte altro non era se non il risultato finale di un vortice. Indubbia e innegabile appare anche l’ascendenza futurista e il comune ideale programmatico alla base delle loro tematiche: il mito della meccanica, dell’automobile in particolare, il culto del dinamismo, della velocità, il rifiuto dei dogmi dell’arte classica tradizionale ripudiata a favore di un modernismo esasperato. Nonostante queste indubbie identità i vorticisti negarono qualunque collegamento con il Futurismo, respingendo l’offerta che già nel 1914 Marinetti aveva fatto ai teorici del gruppo di aderire ad un comune movimento futurista. Sembra giocare in questa sdegnosa ripulsa quell’antico orgoglio british che ad esempio, in caso di nebbia particolarmente intensa fa laconicamente dichiarare al meteorologo ufficiale : Nebbia fitta, continente isolato. Eppure, guardando le sgargianti, mosse icone vorticiste, pare di incontrare vecchie conoscenze, l’autoritratto spigoloso di Windham Lewis sembra un autoritratto di Depero, e nel loro insieme i vorticisti ci appaiono come arguti e coraggiosi nipotini di Boccioni Balla, e compagni.

Il 29 gennaio si è poi tenuto un simposio con la curatrice della mostra Vivien Green e studiosi di fama mondiale in cui sono stati presentati artisti e pensatori che diffusero questo movimento.