mercoledì, Luglio 29, 2026
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“IL MIO MIGLIORE AMICO” DI PATRICE LECONTE

Che mestizia, l'amicizia!

L’amicizia come scommessa di una vita fallita e senza prospettive. L’amicizia come luogo dell’anima per ritrovare sé stessi, l’amicizia disinteressata e profonda, l’amicizia delle sentenze ciceroniane. Concetti elusi e lambiti senza verve nell’ultimo lavoro di Patrice Leconte, un film monocorde e mal concepito in sceneggiatura e in fase di recitazione, come se il primo a non credere al suo lavoro fosse lo stesso regista.

L’esperimento di marketing che vede l’Italia come luogo dell’anteprima de Il mio migliore amico, anticipando l’uscita in terra d’origine d’Oltralpe, risuona come una forte “responsabilità” basata sulle 50 copie con cui il film esce nelle sale.
Giunto al terzo film in collaborazione con una delle icone del cinema francese contemporaneo, quel Daniel Auteuil già lanciatore di coltelli ne La ragazza sul ponte e capitano di guarnigione nello sciapo L’amore che non muore del regista francese, Leconte sbarca in Italia dopo aver conquistato il Premio del pubblico al recente Festival di Toronto. Sbarca ma senza i tappeti rossi sulla passerella, senza folle osannanti, senza un film che emoziona o che si farà ricordare. Sbarca e aspetta sul molo.

Nelle three lines pitch del soggetto già si riescono a intravedere i limiti di una commedia che parte già conclusa, anonima vicenda di costruzione-distruzione e ricostruzione dell’amicizia di due personaggi. Fulcro della pellicola una scommessa stipulata durante un funerale tra due cinici colleghi antiquari, che ricorda lontanamente ben altre scommesse da un dollaro: per Francois (Daniel Auteuil) l’impresa sarà riuscire a trovare un amico che possa piangere al suo funerale. I tentativi di scovare “una persona che più ce n’è meglio è” si riveleranno più semplici del previsto, nell’incontro con il logorroico tassista Bruno (Dany Boon). La poca originalità dello script si evince da questo punto di ri-partenza della vicenda: l’amicizia tra i due appare scontata e riuscita fin dalle prime battute, costellata da episodi che si rincorrono e si legano tra loro con la fragilità di un filo del toulle e corredata da un finale in cui, grazie al programma di un quiz televisivo, i due si potranno parlare di fronte a migliaia di spettatori. L’epilogo consolante e sbrigativo cala con mestizia il sipario su un’opera assolutamente priva di verve, senza originalità e con due attori che giocano senza divertirsi, scivolati in una regia senza spunti e volutamente monocorde.

Scimmiottare la commedia da blockbuster statunitense non riesce al regista de Il marito della parrucchiera, impegnato in un masochistico auto-imprigionamento negli stilemi della commedia che scorre senza picchi, con una scena madre studiata nella sua tradizione cronologica (verso i due-terzi del film) e personaggi mai completamente credibili, finti outsiders dalla poetica inespressa e frustrata. Se da una parte non si scade nella facile deriva della confusione sessuale tipica dell’amicizia virile trasposta sul grande schermo, i caratteri e le caratterizzazioni dei personaggi risentono di una mancanza di sfumature risultando piatti e senza una vera spinta rivoluzionaria. Solitudini incarnate dai lavori cui si dedicano i due protagonisti, l’antiquario che vive dei lustri del passato mitico e materico di mobili antichi e opere d’arte e il tassista, abusato e saccheggiato emblema di amicizie fulmicotoniche e di scarso impegno in fase di sceneggiatura. In conferenza stampa Leconte ha annunciato di voler smettere la carriera di regista entro tre film, Il mio migliore amico si instilla prepotentemente in una fase discendente “alimentare” che i fans di Ridicule si augurano viri lasciando dietro il suo tipico, fastidioso, moralismo.

Il mio migliore amico
Titolo originale: Mon meilleur ami
Paese: Francia
Anno: 2006
Durata: 94 min.
Genere: commedia
Sito internet: www.luckyred.it/ilmiomiglioreamico
Sito internet originale: www.monmeilleurami-lefilm.com
Regia: Patrice Leconte
Soggetto: Olivier Dazat
Sceneggiatura: Patrice Leconte, Jerome Tonnerre
Fotografia: Jean-Marie Dreujou
Cast: Daniel Auteuil, Dany Boon, Julie Gayet, Julie Durand, Jacques Mathou
Produzione: Fidélité Productions
Distribuzione: Lucky Red
Uscita: 6 Dicembre 2006 (cinema)