“Journal d’un corps – Diario di un corpo” di Daniel Pennac

Andato in scena all'Arena del Sole di Bologna dal 14 al 16 febbraio

“Diario di un corpo” è la registrazione precisa e fedele delle sensazioni provate dal corpo di un uomo parigino dai 13 agli 88 anni, dal primo sguardo consapevole alla propria immagine riflessa allo specchio, alla prima notte d’amore, alle ultime trasfusioni di sangue.

Le parti del corpo più attentamente analizzate sono, ovviamente, quelle che svolgono le attività più interessanti e variegate: il pene con tutte le sue entusiasmanti funzioni espletorie, vince per distacco; l’ano rimane più defilato e diventa oggetto di interesse soprattutto in età avanzata quando ormai le attività del suo corrispettivo anteriore hanno perso di vigore. Ogni parte del corpo riceve comunque la sua dose d’attenzione; gli occhi e le loro lacrime sono decisamente tra gli accessori corporali più poetici e commoventi, le narici e il polipo caparbio che le ha scelte come abitazione, forniscono l’ambientazione al capitolo più doloroso.

Per lo spettatore, i momenti di maggior coinvolgimento, paradossalmente, sono in corrispondenza delle pagine più intime, quando cioè il protagonista condivide quelle riflessioni che per pudore, inopportunità, nessuno ha mai voluto rendere note, ma che con buona probabilità ognuno di noi ha più di una volta formulato.

Durante lo spettacolo viene naturale domandarsi quanto ci sia di autobiografico in quest’opera; ed è difficile stabilirlo. C’è tanto Pennac quanto ce n’è in Monsieur Malaussene; non so dire se il protagonista di “Diario di un corpo” assomigli al suo autore, ma di sicuro assomiglia al protagonista della “Fata carabina”: tutto ciò che non cambia nella vita dell’uomo che anima il diario e tutto ciò che non cambia nei libri di Pennac, è quello stile fatto di ironia, senso dell’avventura, del gioco e del buffo, di leggerezza, perenne curiosità e surrealtà, visionarietà; mischiati a malinconia, amarezza disillusione, poeticità, affetto e tenerezza. Un magma di sentimenti e stati d’animo che si ritrovano tutti e tutti insieme mescolati in “Journal d’un corps”.

Lo spettacolo è in francese con i sovratitoli in italiano. Dura un’ora e venti minuti. Le prossime repliche sono a Piacenza, Solomeo (PG), Ferrara e poi riprenderanno a Brindisi, Bari, Taranto. (Theatre Bouffes du Nord)