Giovedì 13 febbraio i BJM sono tornati in Italia, al Teatro Comunale di Vicenza, con un programma eclettico e variegato che indaga la nuova scena coreografica della danza contemporanea internazionale.
Forza, vitalità, tecnica, passione, energia.
Ammirare dal vivo la compagnia Ballet Jazz de Montréal è sempre una scarica di adrenalina pura. Torna infatti in Italia il gruppo nato nel 1972 in Canada e distintosi nel panorama della danza internazionale per la cifra stilistica e la preparazione tecnica dei danzatori. Grazie alla direzione artistica di Louis Robitaille, il gruppo è cresciuto in maniera esponenziale portando sulle scene di tutto il mondo le coreografie dei più noti artisti emergenti, a partire da Crystal Pite, per anni coreografa residente del ribattezzato “BJM-danse”.
Il programma presentato al Teatro Comunale di Vicenza, all’interno della stagione di danza 2014, si è rivelato estremamente interessante per la grande diversità di stili e messa in scena. Tre coreografi protagonisti della nuova scena della danza contemporanea mondiale, di estrazione e cultura diverse, ma accomunati dal gusto per la danza e per il movimento, che hanno saputo plasmare il loro lavoro sulla compagnia.
Apre la serata il passo a due Zero in On dello spagnolo Cayetano Soto: echi dello stile formale di Wayne McGregor sono riconoscibili nei passaggi che portano il corpo all’estremo delle sue possibilità fisiche, trasformandolo quasi in un elemento primordiale. “In zero secondi bisogna impadronirsi e dirigere la propria energia e potenza” spiega Cayetano Soto. Questa è la struttura che regge il passo a due.I corpi dei danzatori, avvolti in un costume “effetto nudo”, si stagliano sul palcoscenico, racchiuso da un tappeto bianco e da una trave di luci che scende obliqua sulla scena. Scenografia essenziale e luci che colpiscono ogni singolo passaggio, sulla celebre partitura di Philip Glass: Soto indaga la capacità di sincronizzarsi con l’altro in un passo a due che si concentra sul gioco di scambio nella coppia ed esprime la sua essenza della danza. Lo spazio scenico è ridotto per focalizzare lo sguardo degli spettatori sui danzatori.
E’ cinese invece Wen Wei Wang che in Night Box si è ispirato al mondo della notte metropolitana, alle sue musiche, al suo groove. Tutta la compagnia danza su note tecno e house in un mix preso dalla danza contemporanea e da quella di strada: passi a due si alternano e momenti corali, in cui è evidente l’alienazione del corpo e del movimento, e le emozioni sono accentuate dalle atmosfere forti e cangianti delle luci, che ricreano il mood del “popolo della notte”.
Chiude la serata l’acclamato Barak Marshall, coreografo residente della Batsheva Dance Company, che per i BJM ha creato “Harry”, ispirato alle battaglie della vita nelle quali ognuno di noi si imbatte. “La vita – scrive il coreografo – è una costante lotta. Siamo costretti a confrontarci quotidianamente con conflitti che concernono la cultura, il genere, la specie. Tra uomini e donne, poi, il compromesso regna sovrano”. Una cifra stilistica completamente diversa quella di Marshall, il cui lavoro ruota attorno al personaggio di un certo Harry che si strugge fisicamente e mentalmente per vincere la sua battaglia; il tutto su un collage musicale che coniuga jazz, canzoni folk israeliane con musica tradizionale, per un brano che oscilla tra speranze e humour.
ZERO IN ON – NIGHT BOX – HARRY
Ballets Jazz de Montréal per 14 danzatori
ZERO IN ON
coreografia: Cayetano Soto
musica: Philip Glass
NIGHT BOX
coreografia: Wen Wei Wang
musica: Amute, Olaf Bender, The Steals & Grafiti, Giorgio Magnanensi, Max Richter, Paul Rogers, Victoria R. Senking
HARRY
coreografia: Barak Marshall
musica: Tommy Dorsey, Taraf Ionel Budisteanu, Balkan Beat Box, The Andrews Sisters, Anatol Stefanet, Dejan Petrovic, Sidney Bechet, Warsaw Village Band, The Hungarian Quartet, Goran Bregovic, Maria Callas, Wayne Newton
www. tcvi.it
www.bjmdanse.ca







