“Lenny Cooke” di Benny Safdie e Josh Safdie

He (not) got game

Giornate degli Autori
Lenny Cooke era uno dei più talentuosi giocatori di pallacanestro americani. Ottime valutazioni e una carriera che sembrava puntare dritta all’Nba. Eppure qualcosa nel meccanismo non ha funzionato e tutte le aspettative di Lenny non sono state ripagate.

Lenny Cooke era uno dei migliori giocatori della High School americana con un grande sogno, quello di partecipare al draft Nba e di essere scelto da uno dei migliori team della lega.
Prima di lui altri giocatori erano stati pescati senza dover passare per l’università, Kevin Garnett e Kobe Bryant erano gli esempi a cui aspirare.

Le sue valutazioni erano altissime, quasi superiori a quelle di LeBron James, Amar’e Stoudemire e Carmelo Anthony che con lui dividevano il campo, le ambizioni e gli obiettivi. A differenza dei compagni però non aveva lo stesso spirito di sacrificio, le ore in palestra diventavano sempre più pesanti e superflue, mentre gli amici, i club, i vestiti alla moda, le ragazze assorbivano tutte le sue energie.
Erano una tentazione troppo forte per un giovane cresciuto in periferia che a fatica conteneva la voglia di farsi notare.
Mentre gli altri si guadagnavano le attenzioni punto su punto, Lenny riusciva a trovare il tempo per spassarsela in giro.

Lasciata la scuola per buttarsi nel fantamatico draft, una specie di colorata e mediatica “lotteria” dove, ogni anno in diretta televisiva dal Madison Square Garden, giovani promesse del basket vengono scelti a sorpresa e annunciati dal commissioner di turno davanti a milioni di spettatori.
Lenny però non viene scelto, nessuno decide di scommetere su un giocatore probabilmente poco affidabile o che poco intelligentemente ha saputo gestire la sua immagine e il suo talento.

Sfumata la via dell’Nba a Lenny non resta che accettare di partecipare a campionati di lega minore, mentre Carmelo e LeBron diventano star internazionali e idoli di milioni di ragazzi. Un duro colpo per Lenny che da quel momento non riuscirà più a superare la sconfitta, la dura verità, quella di non essere stato scelto, quella di non essere all’altezza.

Presentato per la prima volta al Tribeca Film Festival e per la prima volta in Europa il documentario offre uno sguardo sincero su un ragazzo che ha bruciato la sua unica possibilità (una su un milione, quantificando con le cifre dell’Nba giocatori, squadre e ragazzi) di poter entrare nella lega. L’Nba è a tutti gli effeti una sorta di industria, fatta di regole e di calcoli, ma anche di privilegi e notorietà. Di successo, notorietà e sicurezza che con duro lavoro sono riusciti a guadagnare i suoi compagni.

Vedere Lenny a bordo campo durante una partita a New York con lo sguardo fisso su di loro, salutarli, quasi come un semplice ammiratore, a fine partita non può lasciare indifferenti. Ha sbagliato e lo ha capito. Per questo passa parte del suo tempo a raccontare la sua esperienza ad altri giovani sportivi per aiutarli a non buttare quella possibilità, l’unica, in grado di cambiare un’esistenza.

Titolo originale: Lenny Cooke
Regia: Benny Safdie, Josh Safdie
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2013
Durata: 90′

Con Lenny Cooke, LeBron James, Carmelo Anthony