“OLTRE LE REGOLE – THE MESSENGER” DI OREN MOVERMAN

Poche parole

I soldati Will Montgomery (Foster) e Tony Stone (Harrelson) hanno una missione da compiere: portare la notizia del decesso alle famiglie delle vittime di guerra. I militari devono seguire una procedura ben precisa per parlare e gli è vietato addirittura di toccare i familiari addolorati. Will, rinviato a casa dalla guerra in Iraq perchè ferito all’occhio, si rende conto di quanto sia ridicolo rispettare queste regole. Il protagonista ritroverà la propria umanità durante quest’esperienza.

Un po’ per caso Moverman, celebrato sceneggiatore di Io non sono qui, si è ritrovato a dirigere questa sua opera prima. Inizialmente aveva composto lo script insieme al collaboratore Alessandro Camon e questo era stato proposto a Sydney Pollack, poi a Roger Michel e Ben Affleck. A causa dei vari impegni dei tre, Moverman ha deciso infine di girare lui stesso il lungometraggio e sembra che anche il lavoro del regista faccia per lui.
Il film è sviluppato con uno stile impeccabile, caratterizzato da numerosi primi e primissimi piani che comunicano l’emarginazione dei personaggi e pongono l’accento sui loro visi, siano essi impassibili o sconvolti dal dolore. Il frequente utilizzo della camera a mano comunica poi un senso di precarietà e disagio assolutamente in linea con la situazione di sospensione tra passato e presente del protagonista.

Al di là del piano stilistico, Oltre le regole analizza la guerra da un punto di vista originale, stimolando lo spettatore alla percezione di un dolore che violenta dall’interno le famiglie delle vittime. I protagonisti sono appunto dei messaggeri di morte costretti a ripetere meccanicamente le parole prestampate che esprimono il cordoglio per il decesso dei soldati. Il paradosso sta proprio in questa rigida comunicazione che anziché essere emotivamente calda, rimane immobilizzata nelle formalità dei militari. Il film non si pone però come una critica al sistema dell’esercito o una celebrazione dei caduti in guerra. Moverman traccia infatti l’itinerario di reinserimento nella società di un soldato segnato dalla guerra vissuta. Will, insieme al suo compagno, vaga di casa in casa, quasi alla cieca (guarda caso in guerra è stato ferito all’occhio e ora porta sul suo viso l’indelebile cicatrice che l’esperienza traumatica gli ha lasciato). Il suo percorso, vissuto sul margine di un limbo forse senza prospettive, lo porta a sperimentare nuovamente il dolore già provato. Ma questa volta il travaglio interiore non lo conduce alla disperazione e diventa la prova antecedente una nuova volontà di vivere.

Oltre le regole riesce a colpire nel profondo con un’emozionante commistione di amore e dolore. Nell’ultima inquadratura Will entra dentro una casa. Una dimora che non è sua. Un luogo che lo ha aiutato a ricominciare a vivere. Sembra che tutti i discorsi spesi dai soldati non abbiano più un senso, visto che per accettare una notizia di morte basta solo uno sguardo e un abbraccio. L’ultima immagine che ci viene mostrata è una semplice abitazione, emblema di una realtà dove le emozioni hanno vinto sugli ossequi e i cordogli. Talvolta le parole non servono. E ai grandi film le parole non servono.

Titolo originale: The Messenger
Nazione: U.S.A.
Anno: 2009
Genere: Drammatico, Guerra, Romantico
Durata: 105′
Regia: Oren Moverman
Cast: Ben Foster, Jena Malone, Eamonn Walker, Woody Harrelson, Yaya DaCosta, Portia, Lisa Joyce, Steve Buscemi, Peter Francis James, Samantha Morton, Paul Diomede
Produzione: Good Worldwide, All the Kings Horses, Reason Pictures
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: 16 Aprile 2010 (cinema)
Nomination Oscar 2010