Controcampo Italiano 2011
“C’è un modo tutto iraniano di gridare sottovoce” secondo Monica Maggioni celebre giornalista RAI che presenta in Controcampo italiano Out of Teheran il suo ultimo lungometraggio che denuncia l’ iniquità del regime iraniano.
Dopo Word 54 (2010), sui traumi post- bellici subiti dai soldati americani in ritorno dall’Iraq, la Maggioni torna a parlare di diritti violati e realtà taciute.
Lo fa usando la ricetta che meglio conosce. Una parte di reportage, una di intervista mezza di documentario e un contorno narrativo a legare il tutto.
Cambia il contenuto certo ma la pentola resta la stessa. Ed è una pentola bella grande per contenere il dolore e le disgrazie dei quattro destini che si incontrano davanti alla sua macchina da presa.
Vite indipendenti unite nell’esilio dalla loro terra che la regista milanese ritrae con ruvido realismo. Vedendo i loro volti infelici ed esausti alternarsi sullo schermo, la malinconia e la rabbia affiorano spontaneamente. Perché Abbas, Hebrahim, Hossei e Narges non possono tornare dai loro affetti, nelle loro case, nel paese che nonostante tutto che tengono nel cuore, ci si chiede.
Finiti casualmente nelle maglie di un regime oppressivo, torturati, imprigionati ed umiliati , non hanno scelta. E’ questo il triste destino che li ha colpiti e che probabilmente non li abbandonerà mai. Rassegnati a raccogliere i cocci di un presente in frantumi non volgiono perdere la speranza ne la voglia di combattere.
Parole segrete di un diario di ricordi recitate con l’infelicità negli occhi da attori protagonisti solo della propria disgrazia. Questa la formula scelta per il suo progetto coraggioso, frutto di un anno trascorso in quelle terre lontane a rubare testimonianze ed immagini. Ancora una volta Monica si dimostra all’altezza di un tema difficile e delicato che solo la sua sensibilità poteva tratteggiare così bene.






