“Partisan” di Alex Kleiman

Amore, potere, possesso

Qual è il confine tra amore e possesso? E fino a dove ci si può spingere per difendere ciò che si ama? Film d’esordio del trentenne regista australiano Ariel Kleinman, Partisan e’ una provocatoria e complessa storia di formazione e crescita, costruita come un thriller e dai risvolti inaspettati e drammatici.

Leader, mentore, custode. E padrone. Gregori è tutto questo per le otto madri che vivono, con i loro figli, sotto la sua ala protettrice, in una grande casa un po’ hippy e un po’ misterioso labirinto, in una città senza nome e in un tempo non definito.

Gregori si prende cura – con affetto e ferree regole – di tutti e di tutto: la vita quotidiana e’ scandita dai ritmi che lui stesso, senza apparente coercizione, ha imposto. La sua forza è nella capacità di conquistare e persuadere con le parole, con la calma carismatica di uno sguardo che trova in Vincent Cassel un interprete indovinato per la parte.

È Gregori che procura il cibo, che insegna storia e orticoltura, che gestisce il karaoke del tempo libero nella grande casa senza televisione e moderni intrattenitori elettronici. Gregori provvede in modo totalizzante ai bisogni delle donne e dei loro bambini, spesso fuggiti da storie che si intuiscono violente. Esuli da un mondo pericoloso, ma nella realtà o nella mente di questo carismatico padre putativo?

Perché quest’isola felice nasconde un terribile segreto: è infatti una fabbrica di giovani e spietati killer, addestrati personalmente da Gregori, piccoli assassini che con le loro missioni permettono di procacciare tutto ciò che occorre per vivere: cibo, denaro, abiti, giocattoli.

Alexander (la giovane, vera rivelazione del film Jeremy Chabriel) è il preferito tra tutti i piccoli abitanti della comune , il primo “figlio” di Gregori, undicenne curioso, intelligente. Attraverso gli occhi di questo bambino-killer alle soglie dell’adolescenza il regista ci fa scoprire poco per volta il lato oscuro e pericoloso di Gregori, il labile confine tra amore e smania di controllo. Dove finisce il prendersi cura di anime perse e sconfitte dalla vita e dove inizia l’ossessione dell’esercizio di potere?

L’arrivo di un nuovo ragazzino incapace di assoggettarsi alle regole imposte da Gregori spingerà Alexander a prenderne le distanze, a metterne in dubbio l’autorità e a compiere scelte inaspettate e spietate.

Girato con semplice ma efficace essenzialità, basato su una originale sceneggiatura (ispirata dalla tragedia dei bambini-killer del SudAmerica) scritta dal regista con la fidanzata Sarah Cyngler e premiata dal Sundance Institute nel 2012 con il Mahindra Global Filmmaking Award (un riconoscimento assegnato in tutto il mondo a soli quattro film), Partisan è perennemente in bilico tra thriller e dramma.

Un racconto di crescita dall’atmosfera cupa e spesso inquietante, sostenuta dalla bravura degli attori e dalla scelta di scenografie scarne, ma di grande impatto visivo, con esterni girati in Georgia nel 2013, e parte degli interni della reale casa del regista in Australia.

Distribuito in Italia da I wonder Pictures in (purtroppo) poche sale italiane (l’elenco sulla pagina Facebook ), Partisan meriterebbe invece, come il suo giovane regista, una maggiore attenzione.

Titolo originale: Partisan
Nazione: Australia
Anno: 2015
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 98′
Regia: Ariel Kleiman
Cast: Vincent Cassel, Nigel Barber, Jeremy Chabriel, Florence Mezzara, Timothy Styles, Sapidah Kian, Sosina Wogayehu
Produzione: Animal Kingdom, Warp Films Australia
Distribuzione: I Wonder Pictures
Data di uscita: 27 Agosto 2015 (cinema)