lunedì, Agosto 3, 2026
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Printemps du nouveau cinéma français: Italia, Je t’aime

Roma, Sala Trevi, 27 marzo-1 aprile

La quarta edizione della manifestazione Printemps du nouveau cinéma français si accentra quest’anno sullo storico intreccio tra Francia e Italia, attraverso lo sguardo politico di un documentarista francese sui miti della storia e della società italiana (Jean-Louis Comolli) ed i film di tre esponenti di spicco di entrambe le cinematografie, quali Sergio Castellitto, Ettore Scola e Fanny Ardant. Ma la manifestazione interrogherà pure un certo “désir d’Italie” nel cinema contemporaneo francese, spaziando tra numerosi film sul motivo della partenza in Italia ripresa o sognata da registi francesi innovativi, come ad esempio Jean-Claude Rousseau o Mathieu Amalric, e soffermandosi sulla fertile collaborazione tra un regista (Lucas Belvaux) ed un compositore di colonna sonora (Riccardo Del Fra). Sarà questa l’occasione di riflettere sull’attualità e i paradossi di una relazione che ora esiste, ora non esiste.
Questo festival, curato da Florence Ferran e Stéphane Solier (Ambasciata di Francia in Italia-Università di Roma “La Sapienza” e di Roma Tre) in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca nazionale, l’Académie de France à Rome-Villa Medici e con il sostegno dell’Ambasciata di Francia in Italia, di Fondazione Nuovi Mecenati, di Gan-Groupama, di Organon, di Sina Hotels e di Air France, si svolgerà altresì presso le sedi di Villa Medici e di FilmStudio. Per aver il programma completo della manifestazione: www.ambafrance-it.org e www.france-italia.it.

martedì 27
Jean-Louis Comolli: regards sur l’Italie
ore 17.00
Les chemins du retour (1982)
Regia: Jean-Louis Comolli; soggetto: Alain-Ilan Chojnow; sceneggiatura: J.L. Comolli; origine: Francia; durata: 55’; v.o. franc.; sott. it.

ore 19.00
L’ultima utopia – Rossellini e la televisione (2006)
Regia: Jean-Louis Comolli; sceneggiatura: J.L. Comolli, Ginette Lavigne; origine: Francia/Italia; interpreti: Silvia d’Amico, Adriano Aprà, Claudio Bondì, Gianni Bonicelli; durata: 90’; v.o. it.
«Siamo all’inizio degli anni ’60. Roberto Rossellini, il più famoso dei registi italiani […] decide di dedicarsi ad una “nuova missione per il cinema”. Si tratta di unire le forze del cinema e della televisione per portare a termine un immenso cantiere di programmi storici sull’intera avventura umana, secondo un progetto monumentale (più di 60 ore previste, riprese per una buona metà tra il 1963 ed il 1974) che si ispira esplicitamente all’ambizione enciclopedista dell’Illuminismo e che consentirebbe agli uomini del tempo di riappropriarsi della propria storia e di reimparare a pensare il mondo […]. Occorre per me rendere sensibile allo spettatore di oggi la sfida rosselliniana di una conoscenza che va ottenuta attraverso la sensibilità alle forme ed alla scrittura cinematografiche […]. Questo è il punto più acuto dell’utopia di Rossellini : supporre un (tele)spettatore non solo avido di conoscenze ma soprattutto in grado di provare sensazioni cinematografiche che convalidino lo schieramento dei saperi. Conoscenza sensibile. Questo spettatore è esistito, esiste ancora. Si tratta di scommettere su di lui» (Comolli).

ore 20.30
Incontro con Jean-Louis Comolli

ore 21.30
Totò, une anthologie (1979)
Regia: Jean-Louis Comolli; sceneggiatura: J.L. Comolli; origine: Francia; interpreti: Totò, Dario Fo; durata: 110’; v.o. it.
Film di montaggio composto da brani dei film in cui ha recitato Totò dal 1937 al 1967, accompagnati da commenti di Dario Fo sulla recitazione dell’attore, la sua gestualità, il suo modo di comporre, di disarticolare il proprio corpo e di usare il contrattempo.

mercoledì 28
Jean-Louis Comolli: regards sur l’Italie

ore 19.00
Le peintre, le poète et l’historien (2004)
Regia: Jean-Louis Comolli; sceneggiatura: J.L. Comolli, Carlo Ginzburg; origine: Francia/Italia; durata: 28’; v.o. it.; sott. franc.
A Padova, nella Cappella degli Scrovegni, Carlo Ginzburg evoca il mondo di Dante e di Giotto.

a seguire
L’Affaire Sofri (2001)
Regia: Jean-Louis Comolli; soggetto: da Il giudice e lo storico di Carlo Ginzburg; sceneggiatura: J.L. Comolli, Ginette Lavigne; origine: Francia/Italia; durata: 65’; v.o. it.; sott. franc.
Quella del cosiddetto “Affare Sofri” è innanzitutto la storia di una vicenda giudiziaria. Accusato di aver ordinato nel 1972 l’assassinio del commissario Luigi Calabresi, Adriano Sofri viene condannato nel 1980 a ventidue anni di carcere dopo le dichiarazioni di un “pentito”. Il film di Jean-Louis Comolli è costruito sulla dimostrazione dell’innocenza di Sofri da parte dello storico Carlo Ginzburg, che analizza le minute del processo prendendo come modello il suo approccio scientifico ai processi per stregoneria del Medioevo.

ore 20.30
Incontro con Jean-Louis Comolli e Carlo Ginzburg

ore 21.30
La Cecilia (1976)
Regia: Jean-Louis Comolli; sceneggiatura: J.L. Comolli, Marianne di Settimo, Eduardo De Gregorio; interpreti: Maria Carta, Massimo Foschi, Vittorio Mezzogiorno, Mario Bussolino; origine: Francia/Italia; durata: 100’; v.o. it.; sott. franc.
Nel 1887, il Brasile, paese giovane e spopolato, ha bisogno di uomini dinamici. Per questo, l’Imperatore Don Pedro II, durante un suo viaggio in Italia, propone una fetta di terra, La Cecilia, a Giovanni Rossi, scrittore anarchico italiano. Insieme a nove compagni ed una donna, Olimpia, Giovanni parte per mettere in pratica le sue idee comunitarie. Nonostante l’ostilità degli autoctoni, la nuova comunità si stabilisce e attira nuovi seguaci. La scomparsa dell’Imperatore e la proclamazione della Repubblica costringono i coloni a comprare la tenuta suscitando divisioni e conflitti all’interno della collettività.

giovedì 29
Sergio Castellitto: un italien à Paris

ore 15.00
Le cri de la soie (1996)
Regia: Yvon Marciano; sceneggiatura: Y. Marciano, Jean-François Goyet; interpreti: Marie Trintignant, Sergio Castellitto, Anémone, Adriana Asti; origine: Francia/Svizzera/Belgio; durata: 110’; v.o franc.; sott. it.
1914. In un grande negozio parigino, una giovane sarta, Marie Benjamin, è distesa sul pavimento e stringe appassionatamente uno scampolo di seta rosso. Ricoverata in un’infermeria carceraria, viene interrogata dal psichiatra Gabriel de Villemer (Sergio Castellitto), incuriosito e turbato dalla somiglianza di questa patologia con il piacere equivoco che egli stesso prova dal contatto con le stoffe. Questa comunanza di passione segreta avvicina due esseri così opposti, fino all’amore.

ore 17.00
Paris je t’aime (2005)
Regia: Olivier Assayas, Frédéric Auburtin, Emmanuel Benbihy, Gurinder Chadha, Sylvain Chomet, Ethan Coen, Joel Coen, Isabel Coixet, Yves Crafen, Alfonso Cuarón, Gérard Depardieu, Christopher Doyle, Richard LaGravenese, Vincenzo Natali, Alexander Payne, Bruno Podalydès, Walter Salles, Oliver Schmitz, Nobuhiro Suwa; Daniela Thomas, Tom Tykwer, Gus Van Sant; soggetto: Emmanuel Benbihy; interpreti: Fanny Ardant, Julie Bataille, Leïla Bekhti, Melchior Beslon, Sergio Castellitto; origine: Francia; durata: 120’; v.o; sott. it.
anteprima nazionale
Un film sulle sfide dell’amore alla parigina. In diciotto dei venti arrondissements della capitale francese, l’amore momentaneo, nascosto, mimato, assetato di sangue, maltrattato o svelato… Parigi reinventata da diciotto registi internazionali. Due episodi sono interpretati da Fanny Ardant e Sergio Castellitto. In 9e arrondissement (Pigalle) Fanny (Fanny Ardant) raggiunge Bob (Bob Hoskins) nella cabina di una prostituta del sexy-shop – peepshow Le Scarlett, situato nel quartiere caldo di Pigalle. Litigano. Pare si conoscano già e facciano la commedia: a Bob mancano le sensazioni di una volta, a Fanny il romanticismo. In 12e arrondissement (Bastille): Le Trench rouge Un uomo (Sergio Castellitto) sta aspettando sua moglie in un ristorante del quartiere della Bastille. Le vuole dire che la sta per lasciare perché ha un’amante. La donna, che soffre di cancro, si scioglie in lacrime perché pensa a un incontro romantico

ore 19.00
Incontro con Sergio Castellitto

ore 20.00
Va savoir (2000)
Regia: Jacques Rivette; sceneggiatura: Pascal Bonitzer, Christine Laurent, J. Rivette; interpreti: Jeanne Balibar, Marianne Basler, Hélène de Fougerolles, Sergio Castellitto; origine: Francia; durata: 154’; v.o. franc.; sott. it.
Camille, un’attrice esiliata in Italia, torna in Francia con il suo nuovo compagno, Ugo (Sergio Castellitto), insieme ad una troupe di teatro per una tournée della pièce Come tu mi vuoi di Luigi Pirandello. È la prima volta che torna a Parigi, da quando ha lasciato in modo drammatico Pierre, l’uomo della sua vita. Teme di incontrarlo, mentre Ugo insegue segretamente il suo sogno da regista: trovare un manoscritto inedito del grande Goldoni. Questa ricerca lo porta ad incontrare la conturbante Dominique.

venerdì 30
Ettore Scola e Fanny Ardant: la femme d’à côté

ore 17.00
La cena (2000)
Regia: Ettore Scola; soggetto e sceneggiatura: E. Scola, Giacomo Scarpelli, Silvia Scola, Furio Scarpelli; interpreti: Fanny Ardant, Giancarlo Giannini, Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli; origine: Italia/Francia; durata: 108’; v.o. it.
L’Antico Grottino, il ristorante “familiare” di Flora (Fanny Ardant), è propizio per le confessioni e le rivelazioni. La padrona fa da angelo custode, procurando conforto e mostrando premura sia agli habitué che ai clienti di una serata, mentre il vecchio Pezzullo, fedele e solitario, è lo spettatore ironico e disincantato delle scene che si svolgono nel bel mezzo del ristorante o dietro le quinte della cucina, tra piccole baruffe intestine ed amori inconfessati. Una serata in cui altrettante vite si ribalteranno per la durata di una cena, cambiando del tutto e facendo tabula rasa di impliciti e malintesi.

ore 19.00
Incontro con Fanny Ardant ed Ettore Scola

ore 20.00
La famiglia (1986)
Regia: Ettore Scola; soggetto: Furio Scarpelli, Ruggero Maccari, E. Scola; sceneggiatura: F. Scarpelli, E. Scola, R. Maccari, Graziano Diana; interpreti: Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli, Fanny Ardant, Philippe Noiret; origine: Italia; durata: 108’; v.o. it.
È la storia di Carlo, professore di italiano in pensione, e della sua famiglia dal 1906 al 1986. Il film prende spunto da una foto di gruppo scattata nel 1906. Molti i personaggi e le vicende generazionali di una famiglia borghese nel loro succedersi dimesso e quotidiano negli anni: l’avvicendarsi delle generazioni, battesimi, nozze, lutti. E’ la vita trascorsa tra generazioni che si susseguono mentre all’esterno la storia scorre.

ore 22.00
Ballando ballando (1983)
Regia: Ettore Scola; soggetto: Jean-Claude Peuchenat; sceneggiatura: E. Scola, J.-C. Peuchenat, Ruggero Maccari; interpreti: Marc Berman, J.-C. Peuchenat, Chantal Capron, Liliane Léotard; origine: Italia/Francia/Algeria; durata: 100’; v.o. it.
Una balera della cintura parigina fa da sfondo, ma anche da protagonista, a cinquant’anni di storia francese. Cambiano i costumi, gli arredi e, naturalmente, i balli, ma resta comunque e sempre la voglia della gente comune di ritrovarsi il sabato sera per fuggire un po’ al grigiore, per sognare, per amare perfino. Il Fronte Popolare, la seconda guerra mondiale e l’Occupazione, la Liberazione, il dilagare del “made in USA”, la guerra d’Algeria, il maggio del ‘68 : mentre il corso del tempo assorbe e sfuma tutto inesorabilmente nelle pieghe della memoria, le coppie si fanno e si disfanno al ritmo delle musiche, e la storia tesse la sua tela.

sabato 31
Désir d’Italie. L’Italie n’existe pas

ore 15.00
N’oublie pas que tu vas mourir (1995)
Regia: Xavier Beauvois; sceneggiatura: X. Beauvois, Anne-Marie Sauzeau, Emmanuel Salinger, Zoubir Tligui; interpreti: X. Beauvois, Chiara Mastroianni, Roschdy Zem, Cédric Kahn; origine: Francia; durata: 118’; v.o. franc.; sott. it.
Studente in storia dell’arte, Benoît non sa come evitare il servizio militare. Arruolato suo malgrado, tenta di recidersi le vene: è così che viene a sapere di essere sieropositivo. Arrestato per aver sottratto illegalmente la sua macchina rimossa dai vigili, fa la conoscenza di Omar che diventa presto il suo “angelo nero”, portandolo a provare i piaceri delle droghe e del sesso. Con i 50.000 franchi che guadagna trasferendo della droga tra la Olanda e la Francia, parte per l’Italia, effimera tappa luminosa.

ore 17.00
Venise n’existe pas (1984)
Regia: Jean-Claude Rousseau; sceneggiatura: J.-C. Rousseau; interpreti: J.-C. Rousseau; origine: Francia; durata: 10’ ; v.o. franc.
Il secondo film di Jean-Claude Rousseau analizza Venezia in un modo estremamente paradossale. Attraverso la finestra e le variazioni di luce, i va e vieni del regista dal letto alla finestra, la presenza assente di un destinatario tramite lo squillo di un telefono, il film affronta due topos : il panorama (è sul Canale Grande che Eugène Promio, il cineoperatore di Louis Lumière, avrebbe inventato il primo “carrello”, disponendo la sua cinepresa su una gondola) ed il cliché (Venezia è per eccellenza la città dei luoghi comuni, come lo attestano la tradizione delle vedute). Queste due topiche sono allo stesso tempo presenti ed eluse dalla fissità della cinepresa e dal telaio della finestra che frammenta il susseguirsi lento e regolare delle imbarcazioni. Venezia non fa presa e lo sguardo deve costruirsi il proprio oggetto.

a seguire
Où gît votre sourire enfoui (2003)
Regia: Pedro Costa; interpreti: Jean-Marie Straub, Danièle Huillet; origine: Francia/Portogallo; durata: 104’; v.o. franc.; sott. it.
Pedro Costa, rappresentante ultra radicale del giovane cinema portoghese, riprende Jean-Marie Straub e Danièle Huillet, campioni mitici dell’austerità depurata alla francese. Lungi dal pretendere di fare un ritratto dei Straub, pur facendolo in modo indiretto, il film insegue la coppia nelle minuziose tappe del montaggio di Sicilia! (1999). Danièle Huillet è concentrata, con in pugno le leve del comando della macchina, mentre Straub cammina su e giù elucubrando e masticando il suo sigaro. Con questo montaggio, impegnano una “battaglia con la materia”, con delle immagini della Sicilia continuamente ispezionate, rallentate, immobilizzate fino a darle un effetto quasi ipnotico.

ore 19.00
Le stade de Wimbledon (2001)
Regia: Mathieu Amalric; soggetto: da Le stade de Wimbledon di Daniele Del Giudice; interpreti: Jeanne Balibar, Esther Gorintin, Anna Prucnal, Jean-Paul Franceschini; origine: Francia; durata: 70’; v.o. franc.; sott. it.
Una giovane donna arriva con il treno a Trieste. Vuole capire perché Bobi Wohler, brillante intellettuale morto da un bel po’, non ha mai scritto nulla. Grazie al libraio Misan, interroga una delle sue prime amiche, una poetessa anziana da cui riesce ad ottenere frammenti di ricordi ed il nome dell’ultima compagna di Bobi, Ljuba, che vive a Londra. Senza risposte alle sue domande, la giovane donna torna più volte a Trieste dove incontra vecchi compagni ed amanti di Bobi.

domenica 1 aprile
Désir d’Italie. L’Italie n’existe pas

ore 15.00
Un couple épatant (2002)
Regia: Lucas Belvaux; sceneggiatura: Lucas Belvaux ; interpreti: Ornella Muti, François Morel, Valérie Mairesse, Bernard Mazzinghi; musica: Riccardo Del Fra; origine: Francia/Belgio; durata: 97’; v.o. franc.; sott. it.
Alain, titolare di una piccola azienda, tarda a tornare a casa la sera del suo compleanno. Sta per essere operato e teme il peggio. Usa come pretesto un incidente stradale ma sua moglie, Cécile, capendo il trucco, decide di farlo seguire da un poliziotto, Pascal Manise.

ore 16.30
Cavale (2002)
Regia: Lucas Belvaux; sceneggiatura: Lucas Belvaux; interpreti: Catherine Frot, Lucas Belvaux, Dominique Blanc, Ornella Muti; musica: Riccardo Del Fra; origine: Francia/Belgio; durata: 111’; v.o. franc.; sott. ital.
Bruno Le Roux, ex membro di un’organizzazione terroristica rivoluzionaria, evade dalla prigione per recarsi a Grenoble. Riprende contatto con Jeanne, che si è sposata e non vuole più sentire parlare del passato. Ma Bruno, inseguito dall’ispettore Manise, vuole formare di nuovo l’organizzazione e rintracciare a tutti i costi il padrino locale, Jacquillat, che lo avrebbe tradito. Viene aiutato da Agnès, moglie di Manise, che lo nasconde in cambio della droga.

ore 18.30
Incontro con Riccardo Del Fra, contrabbassista, autore della colonna sonora della trilogia di Lucas Belvaux

a seguire
Concerto di Riccardo Del Fra
Nato a Roma nel 1956, Riccardo Del Fra è sin da subito un enfant prodige dello strumento musicale: a 3 anni suona la prima chitarra, il basso a 15, e il contrabbasso a 17. Collabora con l’orchestra della Rai per dei concerti di musica jazz e per la registrazione di colonne sonore di film come ad esempio La città delle donne di Federico Fellini e La pelle di Liliana Cavani. Nel 1979 avviene il grande incontro con Chet Baker. Negli anni ’80 va a vivere a Parigi, continuando però a suonare con Chet Baker e con altri musicisti di prestigio come Art Farmer, Dizzy Gillespie, Lee Konitz e molti altri. Con il disco Soft talk (2000) vince due premi: il Charles Cros e quello dell’Accademia di Jazz. Richiestissimo anche per le colonne sonore, Riccardo Del Fra ha fatto del contrabbasso uno strumento vitale dalle mille e inaspettate variazioni, all’insegna del più puro linguaggio jazz.

ore 21.00
Après la vie (2002)
Regia: Lucas Belvaux; sceneggiatura: L. Belvaux ; interpreti: Dominique Blanc, Gilbert Melki, Ornella Muti, Catherine Frot; musica: Riccardo Del Fra; origine: Francia/Belgio; durata: 123’; v.o. franc.; sott. it.
Da molti anni il poliziotto Pascal Manise ottiene molte dosi di morfina per sua moglie tossicodipendente, Agnès, dallo spacciatore Jacquillat. Quando quest’ultimo ricatta il poliziotto per uccidere il terrorista Bruno Le Roux, Pascal si rifiuta di cedere

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