mercoledì, Luglio 29, 2026
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STEFAN POPDIMITROV. FIGLI DEL SOLE

Stefan Popdimitrov, artista di origine bulgara, vive e risiede da alcuni anni a Venezia. E’ un pittore che potremmo definire tradizionale per diversi motivi. In primo luogo si richiama a determinati soggetti che ricorrono nella storia dell’arte per lo meno fino a un certo periodo: i soggetti storici, i soggetti sacri e religiosi, i ritratti realizzati per i suoi mecenati e committenti.

In secondo luogo entrando in merito alla tecnica da lui utilizzata, possiamo riscontrare ancora quella pittura a olio su tela o su tavola tipica di molte sue opere che in tale occasione sono accompagnate da una serie di incisioni realizzate utilizzando con perizia ortodossa la tecnica dell’acquaforte. Senza per il momento penetrare nello specifico stilistico che caratterizza la sua concezione estetica, direi che senza dubbio Popdimitrov rappresenta un particolare caso nel contesto attuale. Si tratta di un anacronismo suggestivo e per molti aspetti coinvolgente che pone degli interrogativi e innanzitutto ci porta a riflettere su quanto difficile sia per un giovane artista rapportarsi con il contesto del contemporaneo per un suo effettivo riscontro nel mondo dell’arte che sembra sempre più sguarnito di un preciso e attendibile punto di riferimento.

A Popdimitrov, così come accadeva per i pittori del Rinascimento, non resta che contare sui più fedeli estimatori della sua arte che continuano ad apprezzarlo dimostrando anche loro di assecondare se non altro che il proprio disinteressato e autentico gusto personale. Da questo contesto che paradossalmente, alla fine, rivela tutta la sua attualità, scaturisce tale rassegna in cui Popdmitrov dimostra di perseguire più liberamente una ricerca a lui congeniale.

Al di fuori dei soggetti trattati, infatti, torna alla ribalta come unica vera protagonista dei suoi oli la pittura, intesa come materia magmatica capace alchemicamente di trasformarsi in forme, colori, effetti di luce, visioni armoniche di insieme, geometrie, sfondi di architetture o di graduali cromatismi cangianti. La tipica pennellata filamentosa che lo contraddistingue richiama la trama dei preziosi tappeti della sua terra; lo stesso vale per una certa impostazione iconica sottolineata da evidenti richiami geometrici che ben si amalgamano con la stessa tradizione artistica bizantina così caratterizzante l’Oriente e naturalmente Venezia.

Nella forte e sentita attrazione avvertita da Popdmitrov nei confronti della pittura avvertiamo, inoltre, un congenito interesse nei confronti della componente allegorica e simbolica di alcuni riferimenti citati dall’autore che ben si armonizzano all’interno della composizione. In questo caso un tale ricorso ha sempre accompagnato l’artista di tutti i tempi nella sua ricerca, seppure a volte l’allusione è inserita, come lo stesso artista bulgaro ironicamente ammette in alcune sue tele, senza assumere alcun valore se non il puro e necessario fine di armonizzarsi con il tutto all’interno della composizione.

Accanto agli oli Popdmitrov presenta alcune sue recenti incisioni dimostrando anche in tale tecnica un talento notevole che ne contraddistingue un segno/disegno altrettanto rapidamente capace di padroneggiare la lastra.
Si tratta nella maggior parte dei casi di soggetti erotici che voyeristicamente attraggono il fruitore a sbirciare tra i particolari. Si sa l’erotismo nell’arte spesso tende a significare la forza propulsiva della suggestione e costituisce il termometro del coinvolgimento emotivo, e in questo caso può rappresentare un invito energetico a saper cogliere le sfumature, a saper osservare con più attenzione determinati particolari che altrimenti potrebbero sfuggire, in sostanza, come diceva lo storico dell’arte Matteo Marangoni in un suo pionieristico manuale, a saper vedere e quindi a conoscere. Ed effettivamente un’incisione non ci si stanca mai di osservarla poiché cela o svela, anche allo stesso autore, sempre le più imprevedibili e recondite sorprese.

STEFAN POPDIMITROV.
FIGLI DEL SOLE
Mostra di pittura e incisioni
Palazzo delle Prigioni- VENEZIA Inaugurazione 19 aprile ore 8,30
Vincitore del secondo premio
del concorso internazionale (VENEZIA VILIG)
dal 18 al 30 aprile 2005