Venerdì 8 aprile alle ore 17.00 nella Sala del Piovego di Palazzo Ducale a Venezia è stata presentata la monografia “Giancarlo Franco Tramontin.
“L’idea della bellezza” a cura di Floriano De Santi e con saggi, sull’opera dello scultore veneziano, di Luca Massimo Barbero, Elia Bordignon Favero, Mario Piantoni, Saverio Simi de Burgis e con due testimonianze di due amici scultori di Giancarlo Franco Tramontin, quali Riccardo Cordero e Matthew Spender.
Per l’occasione è stata inaugurata presso la Galleria Ravagnan di Piazza San Marco la mostra delle sua ultima produzione, quattordici marmi tra bianchi di Carrara e neri del Belgio e dieci disegni, di cui cinque «papiers découpées» e cinque disegni a matita.
Sono opere che documentano la recente ricerca di Tramontin (Venezia, 1931), già titolare per diversi lustri della Cattedra di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti della città lagunare.
Nelle opere esposte per l’occasione l’artista con coerenza dimostra ancora di essere concettualmente legato a un’idea della scultura intesa come forma pura, indipendentemente dalle tecniche e dai materiali utilizzati.
Per Tramontin è la stessa ”forma a chiamare la materia determinandola”: è chiaro, in questo caso, il rapporto dialettico che si instaura, nel fare, tra il supporto concettuale, o meglio filosofico, e la conoscenza tecnica o artigianale che asseconda e rende concreta nell’opera una propulsiva e fondamentale idea poetica. Appena conclusa una sua scultura, Tramontin avverte la necessità di distaccarsene per non esserne condizionato nell’affrontare quella nuova. E infatti lo stesso artista ama ripetere che ”ogni forma reca in sé una fatica, ma la fatica più grande è dimenticarla per dare libertà di pensiero a quella nuova.”
GIANCARLO FRANCO TRAMONTIN.
L’IDEA DELLA BELLEZZA
Venezia, Galleria d’Arte Ravagnan
Piazza San Marco 50/A
Dall’8 al 20 aprile 2005








