“THUMBSUCKER – IL SUCCHIAPOLLICE” DI MIKE MILLS

Anatomia di un disagio

Il pollice succhiato sistematicamente in ogni situazione di stress fa del diciassettenne Justin un disadattato sociale: i rapporti con i genitori, gli amici, le ragazze non possono che essere minati da questo tic che ricorda un personaggio dei Peanuts. In un mondo di adulti che si prodigano per il bene del prossimo solo per sentirsi vivi, Justin compierà il più rivoluzionario dei gesti, dando un nuovo senso alla sua esistenza e scoprendo di poter trovare solo in se stesso lo spunto per emergere. Un sorprendente esordio alla macchina da presa, un film che emoziona, un cast affiatato e coinvolgente.

Il segno distintivo della travagliata adolescenza di Justin si manifesta attraverso il gesto inconsulto del succhiarsi nervosamente il pollice. Justin si chiude in un bagno pubblico e li, nervosamente, scarica la propria difficoltà di rapportarsi agli altri in questo atto meccanico e catartico. La scuola, la famiglia, l’amore: un trittico inesorabile, luoghi di successi o frustrazioni, sfondi per vite vissute all’ombra di piccole gioie e grandi dolori. Il gesto di Justin non solo si ripercuote sul conto del dentista, ma mette in luce le contraddizioni di una famiglia alla continua ricerca di un vano equilibrio collettivo. La cura a base di medicinali per la sindrome da iperattività e deficit di attenzione darà a Justin il trampolino per una folgorante autocoscienza, che porterà il giovane a spiccare nei contest scolastici, ma che presto lo precipiterà nel limbo di una lenta autodistruzione, in attesa di scoprire che “il trucco è vivere senza una risposta”.


Thumbsucker
descrive con rara delicatezza un mondo costituito da anime alla deriva, alla strenua ricerca di un posto nella società delle relazioni interpersonali. Adulti, bambini e adolescenti accomunati da un senso di distacco e involontario individualismo, alla ricerca di un rifugio sicuro e un appoggio esterno. Genitori che riversano sui figli la propria paura di invecchiare, conflitti edipici e mito di Saturno che convergono verso un rifiuto della famiglia.

Il film si avvale di una galleria di attori in stato di grazia, a partire dai due fragili genitori, intrappolati in egoismi mal celati, interpretati da un’algida Tilda Swinton e un Vincent D’Onofrio di kubrickiana memoria che gioca su toni molto lievi e sottilmente malinconici per la figura dell’ex giocatore fallito di football. Indimenticabile il dentista-guru Keanu Reeves che riesce anche a fare il verso al “suo” Neo, rivelando di aver “trovato nuove risposte alle mie domande”, mentre consiglia al giovane Succhiapollice di trovarsi un animale totemico e riversare su di esso ogni problema di relazione. Mattatore assoluto risulta il giovanissimo Lou Pucci (già in Personal Velocity di Rebecca Miller), premiato al Sundance e al festival di Berlino lo scorso anno, che dona al personaggio del Succhiapollice Justin un’aura di spontaneità davvero sorprendente, smentendo lo stereotipo dell’outsider in realtà genio incompreso. Justin non è affatto un genio, vive semplicemente la difficoltà di crescere in un mondo che crea gabbie comportamentali e punisce inesorabilmente chi resta indietro. Come non ricordare infine la profonda umanità dell’insegnante, interpretato da Vince Vaughn, attore molto simile a D’Onofrio e non a caso “secondo padre” di Justin? Un cast che scoppia di vitalità e umanità, ottimamente orchestrato da uno sceneggiatore-grafico-stilista e regista esordiente, Mike Mills, già autore di spot e videoclip, che non lesina scene visionarie in una pellicola caratterizzata da un raro, scorrevole, minimalismo. Divertente, sincero, emozionante.

Thumbsucker- Il Succhiapollice
Titolo originale: Thumbsucker
Regia e sceneggiatura: Mike Mills
Soggetto: basato sull’omonimo libro di Walter Kirn
Fotografia: Joaquìn Baca-Asay
Montaggio: Haines Hall, Angus Wall
Scenografie: Judy Becker
Cast: Lou Pucci, Tilda Swinton, Vince Vaughn, Vincent D’Onofrio, Keanu Reeves, Benjamin Bratt, Kelli Garner, Chase Offerle, Nancy O’Dell
Produttori: Anne Carey, Ted Hope, Tilda Swinton per la Bob Yari Productions e la That is That Cinema Go-Go
Distribuzione: Sony Pictures Classics
Nazione: Usa
Anno: 2005
Durata: 95 min.
Sito internet italiano: www.sonypictures.it
Uscita: 23 giugno 2006 (cinema)