“West Side Story” di Leonard Berstein torna in scena

Il musical di Bernstein con le coreografie originali rivive in tour fra Germania e Francia

A 55 anni dalla prima rappresentazione a Broadway e a 50 dalla versione cinematografica torna sul palcoscenico il musical che ha riscritto la storia del teatro musicale.

Il musical per eccellenza

Interrogato sulla genesi di West Side Story al suo debutto a Broadway nel 1957, Leonard Bernstein sembra motivare con disarmante semplicità la nascita del più celebre musical di tutti i tempi: perché mai un compositore, un autore teatrale e un coreografo avrebbero dovuto continuare a lavorare separatamente, anziché unire le forze? L’occasione per la collaborazione fra Bernstein, Sondheim e Robbins, i tre maggiori nel proprio campo negli Stati Uniti degli anni Cinquanta, la fornì il testo di Arthur Laurents che riscriveva in chiave moderna il dramma di Romeo e Giulietta. Nacque così il musical più impegnativo che la storia del teatro musicale ricordi: unico nel suo genere, West Side Story richiede infatti protagonisti capaci di cantare, recitare e ballare in egual misura e ad altissimo livello, unendo indistricabilmente lirica, teatro e danza.

La magia delle coreografie originali a ritmo di jazz

Le indimenticabili musiche di West Side Story dimostrano la grande duttilità di Bernstein, capace di spaziare dal rigore classico ai ritmi trascinanti del jazz. Sostenuti da un organico da big band, i brani offrono uno spaccato dei generi musicali statunitensi, fusi in una complessità che nobilita Broadway come non mai. Bernstein mette in sequenza arie liriche, brani jazzistici e canzonette da cabaret trattando ogni composizione con la stessa cura. Denominatore comune è la discontinuità ritmica che ingenera una complessità d’esecuzione estrema, rispecchiata nelle coreografie di Robbins. Anche i balletti mescolano elementi classici con movenze jazzistiche producendo uno spettacolo di rara bellezza. La ripresa delle coreografie originali con accompagnamento musicale dal vivo costituisce senza dubbio la maggiore attrazione di questa nuova produzione. Scarne invece le scenografie, limitate a un insieme di scale antincendio tubolari e semoventi.

Cast di buon livello, discutibili alcune scelte registiche

Come da consuetudine, nel musical il cast è posto in secondo piano, tanto da variare a seconda delle recite. Ciononostante, il casting compiuto fra a New York ha dato i suoi frutti, fornendo un corpo di ballo di prima qualità e buoni cantanti. Alcuni riadattamenti registici rivelano però la difficoltà di trovare interpreti adeguati per questo musical: nel celeberrimo “America” la parte di Bernardo viene fatta eseguire a una cantante. Rebecca Mir come Maria sfodera ottime qualità liriche che la sorreggono nella difficile parte della protagonista femminile. Un po’ inferiore Sebastian König nei panni di Tony, costretto ad andare in falsetto sugli acuti di “Maria”. Straordinaria Dennenesche Zoudé nel ruolo di Anita, che si dimostra artista di musical a tutto tondo su “America”. Discutibili alcune scelte registiche, come quella di microfonare i cantanti dietro le quinte per dare spazio ai balletti. Nel complesso, tuttavia, la produzione è di buon livello e ha goduto di ampio apprezzamento da parte di un pubblico difficile come quello tedesco. Dopo aver toccato numerose città tedesche, il tour si concluderà a capodanno nella capitale francese.

musica di Leonard Bernstein | libretto di Stephen Sondheim | coreografie di Jerome Robbins
Deutsche Oper Berlin – 24/06 e 08/07/2012
Cast & Credits
direttore: Donald Chan
_ regia e coreografia Joey Mckneely
_ scenografia: Paul Gallis
_ costumi: Renate Schmitzer
_ luci: Peter Halbsgut
_ suono: Rick Clarke
Ruoli principali:
_ Maria: Rebecca Mir
_ Tony: Sebastian König
_ Anita: Dennenesche Zoudé
Date:
26/06-08/07/2012 – Deutsche Oper Berlin
_ 10/07-15/07/2012 – Oper Leipzig
_ 18/07-29/07/2012 – Philharmonie Köln
_ 01/08-26/08/2012 – Staatsoper Hamburg
_ 12/10-20/10/2012 – Colosseum Theater Essen
_ 24/10/2012-01/01/2013 – Thatre du Chatlet Paris