“Zio Vanja” di Anton Čechov

La speranza dell’incertezza

Ultima tappa italiana a Venezia dello spettacolo della compagnia del Teatro Accademico Mossovet di Mosca per la regia di Andrei Konchalovsky

Nell’ultimo ?echov che Konchalovsky ha messo in scena si può ben notare come il regista russo saldi alla perfezione la sua visione scenica con i dettami del drammaturgo russo che sono rispettati alla perfezione.
?echov infatti si rappresenta da solo. Non servono strutture, invenzioni o trovate. La scena è sempre un interno. Basta un tavolo, tantissimi accessori, quasi a riempire il superfluo della vita e una compagnia che entri nell’anima e che reciti a cuore aperto il dramma che annienta l’esistenza di ogni uomo.

La felicità non esiste e la propria condizione non si muta. Si è destinati a patire. Non c’è espiazione perché non ci sono colpe. Nessuno va oltre il ruolo assegnatogli dalla società. Nell’incertezza dei sentimenti resta almeno la speranza. Tutti gli uomini sono soli, egoisti e spietati, chi per la vecchiaia che è vissuta come una colpa, chi per l’invidia che distorce le cose sentite come imposizioni, chi per condizione. Non si perdonano i gesti, come ad esempio il tentativo di omicidio da parte di Vanja nei confronti di Serebryakov, quanto l’indole di ogni uomo.

In questa immutabilità, la recitazione di tutti gli attori è perfetta. In particolare segnaliamo la fragilità della rassegnata Sonja, Yulia Vysotskay, costretta a vivere senza tregua sere tutte uguali e giorni interminabili, patendo fino alla morte. Eccellente anche il medico Astrov, Alexander Domogarov, che profetizza tra l’altro una vita sempre più dominata dall’interesse, con l’uomo protagonista in negativo sulla natura. Così si spiegano le proiezioni che mostrano il traffico di una grande città e una distesa di alberi abbattuti in cui l’uomo ha cancellato quanto di vivo c’era prima. Nella natura ed anche in se stessi.

ZIO VANJA (spettacolo in lingua originale, sovratitolato in italiano) di Anton ?echov
regia e scenografia: Andrei Konchalovsky – costumi: Rustam Chamdamov – musiche: Eduard Artemyev – assistente regista: Alexander Aronin – progetto della scenografia: Lubov Skorina

con: SEREBRYAKOV Alexander Filippenko, HELENA Natalia Vdovina, SOFJA Yulia Vysotskaya, MARIA VOYNITKAYA Irina Kartasceva, IVAN PETROVIC Pavel Derevyanko, ASTROV Alexander Domogarov, TELEGHIN Alexander Bobrovsky, MARINA Larissa Kuznetsova, VERA PETROVNA Olga Suchareva
Durata dello spettacolo 2h 50 min