Dal 22 al 28 giugno (riposo lunedì 26), alle 21 al Teatro a l’Avogaria è di scena “Il racconto d’inverno”, fiaba per voci e figure da The Winter’s Tale di William Shakespeare, adattamento e regia Piermario Vescovo.

Si tratta di una produzione di teatro di figura di Fondazione Atlantide – Teatro Stabile di Verona. È una favola, di quelle che si raccontano davanti al fuoco, in tempo d’inverno, dentro a una commedia romanzo (un romance, come si indicava il genere nel teatro elisabettiano) che occupa oltre quindici anni. “Siediti e raccontami una storia”, chiede Ermione a suo figlio, e il bambino replica: “lieta o triste?”, ma subito immagina che una favola triste sia meglio per l’inverno. Composto verso il 1611, “Il racconto d’inverno” è il testo di Shakespeare la cui trama più si estende nello spazio e nel tempo, ma è ancora il più geometrico dei suoi intrecci, composto da un doppio triangolo, in due luoghi e tempi diversi, tra la Sicilia e la Boemia, nel rapporto tra generazioni, sospetto di adulterio, figli perduti e ritrovati, spose morte e che riappaiono alla fine della storia. Il Tempo – che tutto dà e tutto toglie – ribalta i rapporti e muta l’anima dei personaggi, trasformandoli, facendoli diventare l’opposto da quello che erano. Da qui l’idea di una “fiaba con figure”, una versione cameristica per tre attrici-manovratrici, con un cerchio di spettatori raccolto intorno ad esse, come ad ascoltare il racconto di una fiaba. Ideazione delle figure e loro costruzione sono di Antonella Zaggia, anche in scena a fianco di Manuela Muffatto e  Marika Tesser. I costumi sono di Caterina Volpato mentre la voce del Tempo è di Bob Marchese. Organizzazione: Teatro all’insegna dell’orso in peata.

Prenotazioni (indicando il numero di persone) sms/whatsapp: 348 7401058 e-mail: teatrodellorsoinpeata@gmail.com