A Venezia, città sospesa tra memoria e trasformazione, il teatro torna a essere un gesto quotidiano, necessario, profondamente umano. Con Casa Comune. Abitare il teatro, abitare la città, il regista veneziano Mattia Berto rinnova la sua ricerca artistica e civile, trasformando la Casa di Carlo Goldoni in uno spazio aperto, condiviso, attraversabile.
Il progetto, inserito nel programma di MUVE Academy, si configura come un percorso partecipativo che mette al centro i cittadini e il loro rapporto con la città. Non un semplice workshop, ma un’esperienza collettiva in cui il teatro diventa strumento di relazione, ascolto e costruzione di comunità.
Da anni, attraverso il suo Teatro di Cittadinanza, Berto porta avanti una visione chiara: il teatro non come rappresentazione per pochi, ma come pratica viva e accessibile, capace di coinvolgere persone di ogni età e provenienza. In questo contesto, i partecipanti non sono spettatori né attori professionisti, ma cittadini-attori, protagonisti di un processo creativo che nasce dalle loro storie, dalle loro memorie, dal loro modo di abitare Venezia.
È proprio attorno al concetto di “casa” che si sviluppa Casa Comune: uno spazio non solo fisico, ma simbolico e condiviso. La Casa di Goldoni diventa così una “casa viva”, in cui il passato dialoga con il presente e le stanze si trasformano in luoghi di narrazione contemporanea. Il laboratorio costruisce un percorso site-specific che intreccia biografie personali e identità collettiva, restituendo una Venezia intima, lontana dagli stereotipi, fatta di relazioni e vissuti.
In un tempo segnato da frammentazione sociale e progressivo svuotamento dei centri storici, il lavoro di Berto assume un valore ancora più incisivo. Il teatro si fa pratica di cittadinanza attiva, dispositivo culturale e sociale capace di riattivare i luoghi e generare nuove forme di appartenenza. Non si tratta semplicemente di mettere in scena uno spettacolo, ma di costruire uno spazio di incontro in cui riconoscersi e ritrovarsi.
Il progetto troverà il suo momento conclusivo domenica 10 maggio, con un ciclo di performance immersive e itineranti aperte al pubblico su prenotazione. Un’occasione per entrare fisicamente e simbolicamente in questa “casa comune”, attraversando stanze, storie e visioni costruite insieme ai partecipanti.
In questa esperienza, Venezia si rivela ancora una volta come un laboratorio vivente, capace di ripensare i propri spazi culturali non solo come custodi del passato, ma come luoghi attivi di produzione contemporanea. E il teatro, grazie alla visione di Mattia Berto, torna a essere uno dei linguaggi più potenti per leggere il presente e immaginare nuove possibilità di comunità.
Casa Comune non è solo un progetto teatrale.
È un invito ad abitare, insieme, la città.
In copertina foto di Giorgia Chinellato






