Una notte, una sola notte unisce lui, Víctor Francés, sceneggiatore, a lei Marta Tellez, moglie di Eduardo, a Londra per lavoro. Un’unica notte su cui si apre il sipario, una cucina, una cena, una camera da letto, una passione non consumata, un letto dove Marta muore rapidamente e nel silenzio dello sconosciuto, rendendo indissolubile il legame con quell’uomo, che altrimenti si sarebbe semplicemente dissolto nel nulla.
Victor, coinvolto in questa vicenda si sente responsabile del bambino di due anni, nell’altra stanza, e delle ultime parole dette dalla donna in punto di morte. Può un fardello simile venire sopito nella coscienza?
Lo sceneggiatore madrileno decide di farsi carico della situazione e di entrare in contatto col marito della donna, inizialmente spinto da una sorta di curiosità, che diviene infine una sorta di “missione” da compiere, ritrovandosi infine intrappolato nei misteri di una famiglia spagnola.
Il tempo sfiora una dimensione quasi onirica, scorrendo lentamente per minuti che diventano giorni, e trasformando giorni in pochi istanti.
Come sempre nei romanzi di Marias, lo stile è rapido, la punteggiatura scarseggia, il narrarsi si fa più scorrere di pensieri (di Victor), che racconto vero e proprio. L’ordine è dettato dalla coscienza, le immagini scorrono a raffica una dietro l’altra, offuscando e offuscandosi nel percorso della trama. Marias si conferma un ottimo “scienziato della coscienza”, e un maestro nella “verbalizzazione del flusso di pensieri”; rivela senza mezzi termini nè reticenze i lati oscuri della natura umana, la tragica ironia che a volte prende il sopravvento nel quotidiano anche di uomini “normali”, rendendoli casi “eccezionali”, il tutto sospendendo il giudizio, riportandoli semplicemente nella loro essenza.
Interessante la presenza di un epilogo dell’autore,dove trovano luce numerosi misteri del romanzo, primo tra tutti il titolo, liberamente tratto, ancora una volta, come in “Un cuore cosi bianco”, dal maestro Shakespeare (Riccardo III).
Complessivamente un ottimo romanzo, dallo stile unico nella letteratura contemporanea, uno stile semplicemente firmato Javier Marìas.
“Domani nella battaglia pensa a me, e cada la tua spada senza filo. Domani nella battaglia pensa a me, quando io ero mortale, e lascia cadere la tua lancia rugginosa. Che io pesi domani sopra la tua anima, che io sia piombo dentro al tuo petto e finiscano i tuoi giorni in sanguinosa battaglia. Domani nella battaglia pensa a me, dispera e muori”.
Javier Marias, Domani nella battaglia pensa a me, Torino, Einaudi, 1998, pp. 283, Euro 10.50.






