EDERA FILM FESTIVAL 2025. VINCITORI E CERIMONIA DI PREMIAZIONE

Si è conclusa come un grande successo su tutti i fronti la 7^ edizione dell’Edera Film Festival dedicato ai giovani registi under 35. Ospitato dallo storico Cinema Edera di Treviso, prossimo al traguardo dei 65 anni dall’apertura, dal 2018 il festival è cresciuto e si è affermato ormai come punto di riferimento culturale nel territorio, forte della sua vocazione internazionale e di ricerca verso un Cinema che si è dimostrato essere in ottima salute, vivo e di prospettiva anche in territorio trevigiano e veneto. Al principio della cerimonia di premiazione, svoltasi nella serata di sabato 2 agosto in una Sala 1 gremita, i tre direttori artistici Gloria Aura Bortolini, Giuseppe Borrone e Giuliana Fantoni hanno manifestato soddisfazione per un’edizione molto partecipata di un festival che oramai ha un suo pubblico, e ricca quest’anno di prodotti cinematografici di varia provenienza – locale, nazionale ed internazionale – di assoluto livello in ogni categoria, per cui c’è di che essere entusiasti e fiduciosi per le edizioni future. 36 le opere in concorso, divise nelle quattro sezioni premiate da altrettante giurie tecniche: 6 lungometraggi, 6 documentari, 12 cortometraggi e 12 per la categoria “Focus Nordest”.

Il film vincitore per i lungometraggi, categoria in cui tutti i 6 partecipanti erano opere prime, è “L’albero” di Sara Petraglia, che narra la tormentata ma autentica relazione tra due ventenni in cerca di sé stesse, storia di amore e fame di vita tra tossicodipendenza e redenzione verso la vita adulta. Scelta motivata dalla giuria per la maturità e l’equilibrio del film, che intende raccontare il malessere giovanile “senza volerci spaventare” e “con la sola ambizione del racconto, come i bravi cineasti sanno fare”; con un plauso alle due attrici protagoniste, le ormai affermate Tecla Insolia e Carlotta Gamba, che sono riuscite a rappresentare la storia di due persone “normali” in maniera magistrale. Menzione speciale poi a “Ciao Bambino” di Edgardo Pistone, per l’uso sapiente delle immagini e le scelte audaci del regista “da cineasta d’autore” operate con destrezza, trascinando lo spettatore in una storia di formazione tragica ma animata dal desiderio di credere nella salvezza, in un delicato equilibrio che denota maturità narrativa.

Per i documentari, prima di annunciare i vincitori, i membri della giuria hanno speso parole preziose rispetto a questa particolare forma cinematografica che spesso passa in secondo piano: il documentario è un film a tutti gli effetti, è il cinema del reale, delle storie vere, è un mondo che ha bisogno di mezzi e di fiducia per emergere affinché le idee dei giovani registi trovino realizzazione e raccontino realtà. Vincitore di questa edizione è “Ogni pensiero vola” di Alice Ambrogi, per la sensibilità con cui racconta la storia di sei pazienti psichiatrici, “aiutando lo spettatore a mettere in discussione lo sguardo convenzionale sulla salute mentale”. Menzione speciale a “Le prime volte” di Giulia Cosentino e Perla Sardella, per l’uso originale del mezzo documentaristico su materiali d’archivio, “sovvertendone lo sguardo maschile attraverso la narrazione con una prospettiva femminile”, con un racconto che da intimo e familiare diventa “atto di ribellione politica alle convenzioni sociali”.

Anche per la sezione cortometraggi è stata riconosciuta dalla giuria una qualità generale molto alta, e a trionfare è stata Martina Mele con “Rapacità”, parabola di emancipazione femminile e desiderio costruita su simbolismi, dissonanze e potenti immagini architettoniche, nonché sull’interpretazione magnetica dell’attrice Roberta Da Soller; per la giuria è un film “in bilico tra il lirismo narrativo e la denuncia sociale, immortalando con eleganza e respiro internazionale la metamorfosi della protagonista”, dove senza ricorrere alle parole “contano i gesti, gli sguardi e soprattutto le azioni che ci portano ad abbandonare le nostre vecchie convinzioni e a spiccare il volo verso la libertà”. Menzione speciale per “La buona condotta” di Francesco Gheghi per l’ottima regia, la cinematografia “accurata e complessa, in quanto ambientata in una sola stanza”, che porta avanti una storia familiare possibile nello stile del black humour.

Nella sezione Focus Nordest, vetrina dei migliori talenti autoriali del territorio, vince il cortometraggio “Mosto”, di Vernante Pallotti e Daniele Zen, che “con tono irriverente e immaginifico, entra nel cuore delle radici del Veneto, scardinandole dal profondo ma con tocco lieve”; gli autori ricevendo il premio hanno condiviso la loro esperienza di giovani veneti inizialmente emigrati a Milano per fare cinema, ma tornati proprio con questo progetto alle loro origini dopo essersi resi conto che il cinema in Veneto è una realtà viva e aver fondato anche una loro casa di produzione, inaugurando un nuovo corso. Menzione speciale a “Crush” di Simone Marino, cortometraggio che è un “melanconico e originale monologo di un imbarcadero veneziano che si sente solo, calpestato dai passeggeri e non amato dalle imbarcazioni a cui offre approdo”.

I premi del pubblico, assegnati da una giuria popolare di appassionati (selezionata per questa edizione tra numerosissime candidature), ha scelto: i già premiati “Ciao bambino” per i lungometraggi e “Ogni pensiero vola” per i documentari, “Largohen Dallendyshet” di Deni Neli per i cortometraggi, “Soggetto obsoleto” di Nicola Pegg per il Focus Nordest.

Per quanto riguarda i premi speciali assegnati dagli enti e istituzioni culturali partner del festival: il Premio Astoria – Celebrating Life al miglior film sul tema dell’inclusione, tolleranza e multiculturalità è stato assegnato al corto del Focus Nordest “I due orizzonti” di Giselle Eliana Chan; il Premio Fondazione Benetton Studi Ricerche al miglior film sul tema dei “Paesaggi che cambiano” a “Brenta Connection” di Cristian Tomassini; il Premio Rotary Club Treviso Terraglio al miglior cortometraggio a tema sociale a “Soggetto obsoleto” di Nicola Pegg che chiude così con un doppio riconoscimento.

La chiusura dell’Edera Film Festival è stata una festa che ha restituito anche la gratitudine del pubblico trevigiano per questi giorni pieni di incontri arricchenti in un modo che solo la sala cinematografica sa dare. Complimenti alla grande squadra che sta portando avanti e facendo crescere questo evento. E appuntamento, senz’altro, all’ottava edizione.