Una storia semplice ma incisiva. Ecco cos’è “Il taglio di Jonas” (2024), presentato dal regista Rosario Capozzolo all’edizione 2025 del festival internazionale FiatiCorti di Istrana (TV): un corto breve (appena dieci minuti), non eccessivamente articolato, ma dalla intensa forza narrativa, in grado di mettere in scena l’epopea della ricerca della madre da parte di un figlio nello spazio ristretto della bottega di una parrucchiera.
Jonas, interpretato dall’attore Giordano Capparucci, è un ragazzo particolare: non particolarmente estroverso, ermetico, con qualche difficoltà ad esprimersi, un pesce fuori dall’acqua (Roma in effetti non è la sua città); che giunge al negozio di Patty (Lidia Vitale) per un taglio di capelli. Sia la donna che la sua assistente non sanno bene come interpretare la comunicazione ambigua e titubante del nostro protagonista, ma con un paio di sforbiciate Patty dona al ragazzo ciò che desiderava, accorgendosi tuttavia della presenza di alcuni lividi sul collo del giovane. Sul momento la parrucchiera non si rende conto, ma mentre il Jonas paga e prenota un appuntamento per il mese successivo, Patty si rende conto di essere stata ritrovata da suo figlio, il quale ha intrapreso un lungo viaggio per ritrovarla.
La storia è davvero ottima, con un colpo di scena che per quanto elementare dona in un sol colpo il senso all’intero corto, il quale lascia qualche punto della vicenda oscuro, instillando nello spettatore più di una riflessione sulle dinamiche familiari che possono nascondersi persona con qualche difficoltà cognitiva. Un plauso anche all’interpretazione dei personaggi, in particolare Lidia Vitale è riuscita a trasmettere le complesse emozioni di una madre che deve aver lasciato per qualche motivo il figlio, mentre Giordano Capparucci (attore affetto da una lieve disabilità ma che, grazie all’accademia “Arte nel Cuore” è stato introdotto nel mondo del cinema) in questa pellicola è riuscito a dare prova delle sue capacità anche in ruoli più drammatici rispetto a quelli per cui è più conosciuto.
In definitiva “Il taglio di Jonas” costituisce una rapida occhiata nel complesso mondo che è la relazione (anche se non del tutto consapevole all’inizio) tra una madre e un figlio ritrovati: fatta di sguardi, tocchi, parole semplici e di circostanza ma dette con una inconscia dolcezza, in grado, tuttavia, di lasciare l’osservatore con qualche domanda sul mondo di chi è un po’ più diverso dal solito.





















