Tra i vari ospiti che hanno caratterizzato le proiezioni dell’ultima serata della XXIII edizione di FiatiCorti – Festival Internazionale del Cortometraggio spicca un volto giovane, pieno di talento e voglia di mettersi in gioco. L’attore in questione è Davide Caprioli, nato a Istrana (TV) nel 1997, ha partecipato al festival come coprotagonista del corto comico “Love Nostalgia” (2024) per la regia di Marco Pozzato, e che ci ha dato l’opportunità di rispondere a qualche nostra domanda:

Sei un attore molto giovane, quale è stato il percorso che da Istrana ti ha portato fino a Roma?

Io ho iniziato appena finito le scuole superiori con il Dams, pensando che fosse qualcosa di inerente a ciò che facevo io, ma ho scoperto dopo un anno che era molto più tecnico e molto meno pratico dal punto di vista recitativo rispetto a quanto mi aspettassi. Mi interessava fare qualcosa di più, così ho deciso di entrare alla Accademia Teatrale [Accademia Teatrale Lorenzo Da Ponte, ndr] che ho frequentato per tre anni, per poi partecipare a qualche workshop e corsi vari, dove ho avuto modo di entrare a contatto con molti attori e registi, ricavandomi un certo spazio mel mondo del teatro, specie qui nel trevigiano. Dopo di che ho deciso di mettermi alla prova confrontandomi con un ambiente più importante, così che mi sono trasferito a Roma, dove ho visto effettivamente la difficoltà presente in luogo così saturo di attori, ma che tuttavia non mi ha dispiaciuto, perché, per come la vivo io, la competizione lì è molto sana. Molti miei colleghi la interpretano come un “devo vincere io”, invece per me si tratta di vincere sì, ma imparando un po’ da tutti quelli con cui entro in contatto.

Come sei arrivato sul set di “Love Nostalgia”?

Conoscevo Suna Gritli, l’attrice protagonista, da un provino fatto assieme per un altro progetto, dove lei lavorava come assistente casting. Quando poi ha avuto la possibilità di lavorare con questo regista si è ricordata di me, ha messo una buona parola per farmi avere la parte e dopo un provino sono stato assunto.

Hai recitato in altri corti drammatici, com’è stato questo approccio alla commedia?

Recitare in una commedia mi è piaciuto molto e intendo cimentarmici nuovamente, soprattutto perché il genere comico è il genere più complicato in cui recitare: è difficile azzeccare il tempo, gestire i momenti e toccare argomenti di qualsiasi tipo rendendoli divertenti. Questa è una sfida che a me intriga molto, e per questo, pur sentendomi a casa nel drammatico, la commedia è una cosa che mi diverte proprio fare, perché posso giocarci dentro e improvvisare.

Il personaggio che interpreti in questo corto è molto particolare, che rapporto hai avuto con lui?

La prima cosa che faccio quando mi arriva una sceneggiatura o un copione è leggere tutto, per comprendere come si evolve il mio personaggio e da quello capire come posso gestirmelo nell’arco narrativo. Avevo per le mani un personaggio che era stato concepito per essere comico, simpatico e divertente, quindi il passo successivo è stato chiedermi cosa potessi fare per dargli una visione mia e, a parte la visione politica da cui mi dissocio completamente, molte cose del suo modo di essere provengono da me. Ho cercato di renderlo mio insomma, e molto spesso quando eravamo sul set improvvisavo alcune battute, confrontandomi poi con il regista su come modificare la mia recitazione.

Qual è il tuo contributo al personaggio che ti rende più fiero?

La sua leggerezza, specie nella sequenza iniziale dove ho recitato con molta naturalezza e dove ho avuto modo di sbizzarrirmi. Un esempio è la battuta “quando me l’hanno portato erano già morti”, che è stata improvvisata con il regista sul momento rielaborando un pezzo della sceneggiatura che non mi convinceva, e dove mi sono proprio chiesto “Cosa risponderei per fare una battura?”, nel tentativo di dare il ritmo giusto alla commedia. Questi sono i piccoli dettagli che ho amato aggiungere, specie perchè amo molto l’improvvisazione.

Stai partecipando ad altri progetti? Puoi parlarcene?

Sì, sto partecipando ad alcuni provini a Roma per alcuni film e serie, ma stiamo anche pensando a un progetto con Marco Pozzato, un’altra commedia di cui stiamo studiando la fattibilità, per portare qualcosa di nuovo e divertente, specialmente perché “Love Nostalgia” sta andando molto bene nei festival, sta piacendo e noi siamo contenti del lavoro fatto assieme, tanto da spingerci a continuare a collaborare.